Offside! La due giorni europea con le notti di Champions League ha messo ancora una volta davanti agli occhi la differenza tra le filosofie di calcio che si praticano oggi. Due partite, due modi opposti di stare in campo.
Quella di martedì tra PSG e Bayern Monaco ha messo in mostra molto talento e, allo stesso tempo, una evidente carenza nella cura difensiva. Quella di ieri tra Atletico Madrid e Arsenal, invece, ha regalato emozioni diverse: forse meno “belle”, ma utili a capire come caparbietà e coraggio possano pagare quanto (se non di più) del talento.
Il calcio bello, pulito e scorrevole mette in risalto praterie di campo dove chi ha più corsa, come gli esterni di oggi, finisce spesso per arrivare solo davanti al portiere. Non è raro vedere oggi un Bastoni o un Kalulu al limite dell’area palla al piede: esempi di un calcio in cui anche i difensori partecipano sempre più alla fase offensiva.
E qui si arriva al punto. I difensori moderni sembrano divisi in due categorie: i terzini sono ormai esterni offensivi, mentre i centrali sono sempre meno marcatori e sempre più giocatori di impostazione. Terzini alla Paolo Maldini non ne fanno più e ci mancherebbe, ma neanche alla Moreno Torricelli e lo stesso vale per i centrali, quali Chiellini, Nesta e Cannavaro…
Il risultato del calcio moderno è sotto gli occhi di tutti: più spazio, più velocità, più occasioni. Ma anche meno attenzione difensiva. E allora la domanda è una: ci sono centometristi prestati al calcio o difensori che si improvvisano attaccanti e si scordano di difendere?
Dall’altra parte, però, c’è chi continua a interpretare il calcio in modo diverso. L’Atletico Madrid di Simeone, spesso criticato perché “non gioca bene”, è una squadra che sa aspettare, soffrire e colpire al momento giusto; gioca di rimessa, sembra sempre attendere le mosse dell’avversario. Ma lo sa fare bene. Molto bene.
I Colchoneros non saranno spettacolari, ma sono tremendamente efficaci, come dimostrano i risultati: hanno eliminato due volte in questa stagione (tra Champions League e Coppa del Re) il Barcellona – forse la squadra che sintetizza al massimo il concetto di calcio moderno e propositivo – e per larghi tratti hanno messo in difficoltà anche l’Arsenal di Arteta, squadra precisa e attenta a sfruttare i calci da fermo e gli errori degli avversari.
In questo senso, anche la sfida con i Gunners di ieri sera ha confermato la stessa sensazione: meno spettacolo rispetto a PSG-Bayern, ma una lettura della partita più completa, più concreta.
C’è poi un dato che racconta bene queste due partite: PSG-Bayern finita 5-4 ha prodotto 11 tiri totali e 9 gol, Atletico-Arsenal (1-1) 29 tiri ma solo 2 reti, entrambe da calcio di rigore. Due numeri che spiegano più di tante parole.
In sintesi, chi si è messo davanti alla televisione martedì probabilmente si è divertito di più. Ma è forse mercoledì che si è capito qualcosa in più sul calcio di oggi: meno spettacolare, forse, ma non per questo meno interessante.