Offside! Negli ultimi mesi, complice anche la recente vittoria della Liga spagnola con il Barcellona, social network e media hanno trasformato ogni foto di Wojciech Szczęsny con una sigaretta in mano in un piccolo caso internazionale. Prima lo scandalo, poi l’indignazione moralista, infine il meme.

Wojciech Szczęsny ormai rischia di essere associato più a una sigaretta che alle parate decisive fatte in carriera. Ormai il portierone polacco ex Arsenal, Juve e Roma è diventato “quello che fuma”. Quasi fosse una provocazione vivente dentro un calcio sempre più costruito, patinato e perfetto.

Ma davvero il problema del calcio moderno è un giocatore che fuma una sigaretta?

La sensazione è che attorno a Szczęsny si sia creata una narrazione curiosa. Da una parte c’è chi si scandalizza pubblicamente, dall’altra chi condivide video e immagini ironiche alimentando ancora di più il personaggio. E in mezzo c’è un atleta che, semplicemente, non sembra aver alcuna intenzione a nascondersi.

Che poi, sia chiaro: fumare non è salutare e nessuno dovrebbe trasformare le sigarette in un modello da imitare, specialmente uno sportivo. Ma c’è una differenza enorme tra il non promuovere qualcosa e il trasformare ogni comportamento più o meno privato in un processo pubblico.

Szczęsny para, scherza, ride e ogni tanto fuma festeggiando una vittoria. Alla luce del sole. E forse è proprio questo che dà fastidio…

Perché nel calcio moderno siamo abituati a giocatori costruiti come brand: alimentazione perfetta, palestra perfetta, comunicazione perfetta, vita perfetta. Poi però spesso emergono storie molto peggiori, nascoste dietro facciate impeccabili. Situazioni che restano private finché non esplodono sui giornali, oppure comportamenti ben più discutibili che però “non fanno ridere” e quindi passano sottotraccia.

Wojciech Szczęsny invece è diventato quasi il simbolo dell’imperfezione mostrata senza filtri. E il paradosso è che più il web prova a prenderlo in giro, più lui sembra cavalcare la situazione. Oggi quella sigaretta non è più soltanto un vizio personale: è diventata parte del personaggio. Ed è qui che forse il polacco sta iniziando a esagerare, perché quando un meme viene alimentato continuamente rischia di divorare tutto il resto. Anche la carriera e il valore sportivo del calciatore.

Ma tra l’osannare e il condannare esiste una via di mezzo. Si può tranquillamente dire che fumare faccia male senza trasformare Szczęsny nel cattivo esempio del calcio mondiale. Alla fine, Wojciech si vuole solo fumare una sigaretta in santa pace…

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