Offside! La partita vista ieri tra PSG e Bayern Monaco è stata bella, bellissima, a tratti forse la più bella degli ultimi anni di Champions League: tanti gol, tanto talento e tutti contenti.
“I tifosi del PSG sono contenti – ha detto Massimo Marianella su Sky al termine del match – i tifosi del Bayern sono contenti, i giocatori sono contenti…e anche noi siamo contenti!”
Vero, ma c’è un però enorme… Manuel Neuer, che per anni ha retto il confronto con il suo collega Buffon per contendersi lo scettro di numero 1 tra i numeri 1 di sempre, anche se l’ago della bilancia pende forse ancora verso il Gigi Nazionale. Oggi il tedesco appare un portiere da squadra “tranquilla”, non d’élite. Il talento resta comunque, nessuno lo sminuisce, anzi, ma certamente Neuer non sta vivendo il suo momento d’oro da diversi anni a questa parte.
Tornando alla contesa di ieri sera, però, non è emerso solo il lento ed inesorabile declino di un talento indiscusso come Neuer, ma anche un netto, drastico cambiamento nell’intendere il gioco del calcio…
Il PSG ha campioni in ogni ruolo, così come i bavaresi, ma hanno due allenatori con mentalità totalmente diverse. Il tecnico dei francesi Luis Enrique, da spagnolo quale è, predilige un calcio bello, volto all’attacco e propositivo al massimo. Il tecnico del Bayern Vincent Kompany, rivelazione di questa edizione della coppa dalle grandi orecchie, crede nell’emersione del talento di ogni singolo elemento, lasciandoli liberi di esprimersi come e dove rendono meglio.
In questo connubio di bellezza e talento manca però un aspetto fondamentale: la cura della difesa.
Nessuno dei due club, nonostante il grande spessore degli interpreti del reparto arretrato, si è dimostrato all’altezza di mantenere un certo livello in fase di marcatura. I 4 o 5 gol fatti sono una marea, lo stesso vale per quelli subiti. Sono tanti, troppi. L’esasperazione di bellezza e propositività infatti ci fa crollare un mondo: la difesa, quel reparto che da solo fa vincere campionati, perché se sai difenderti, alla fine è difficile che tu perda.
Come detto e come sottolineato dallo stesso Massimo Marianella in telecronaca, la partita di ieri è stata stupenda, ma ciò non deve far distogliere lo sguardo dalla fine, o meglio dal cambiamento dell’interpretazione della difesa come ruolo e come reparto, probabilmente il più nobile del calcio, dove l’anticipo è essenziale.
Già, l’anticipo: elemento sempre più raro e che rende vulnerabili anche corazzate farcite di talento e gioco. Tuteliamo le difese!