Offside! In Italia oltre a quello professionistico c’è un altro calcio, quello della provincia: così instabile, così reale, così bello e seguito, spesso pieno di insidie e di nobili decadute: la Serie D.
Ogni anno, a maggio, il campionato nazionale dilettanti termina con 9 vincitori (uno per girone) e con la disputa dei playoff, tanto lunghi quanto inutili. Chi vince quelli del proprio girone disputa quelli nazionali; chi vince questi ultimi, probabilmente, sarà inserito nell’elenco degli eventuali ripescaggi. Prima, però, ci sono chi retrocede dai playout di C e chi vince la Coppa Italia Dilettanti (quest’anno la Pistoiese).
In sintesi, il rischio di spendere molto per il niente è molto alto, ma forse proprio per questo la Serie D è così avvincente.
C’è un elemento che rende questo campionato così al limite: per disputarlo non servono stadi e impianti più di tanto all’avanguardia. Quando hai 3 spogliatoi, una gradinata in tubi innocenti, un bagno e una sottospecie di parcheggio sei a posto. Ma se, disgraziatamente, hai un campo così e ti ritrovi a vincere il campionato, andando di sopra con ogni probabilità andrai a fare la C a 100 km di distanza, e questo vuol dire spendere molto più di ciò che avevi previsto…
Ogni anno la storia si ripete: delle neopromosse di quest’anno solo Grosseto, Treviso, Barletta, Desenzano, Scafatese e forse Savoia hanno lo stadio a norma, o comunque hanno già chi è disposto ad ospitarli. Ben 3 di queste squadre dovranno traslocare in altri stadi, a decine di chilometri di distanza, rappresentando in molti casi un ostacolo per società e sportivi.
Il Vado, vincitore del girone A di Serie D, nella figura del presidente, ha minacciato di non iscrivere la squadra se non si cambieranno le regole (alla fine magari la iscriverà lo stesso, ma la denuncia è importante, ndr).
Discorso diverso per l’Ostiamare di De Rossi e la Folgore Caratese di Criscitiello, che per disputare il campionato sono disposte a spostarsi senza problemi, grazie alle loro capacità economiche.
Il punto, quindi, è: se tra C e D c’è una sola categoria di differenza, perché tra gli stadi ce ne sono mille?