Arbitri, VAR e sospetti: Rocchi indagato per frode sportiva e la Serie A trema di nuovo

Offside! Cosa succede quando sono gli stessi arbitri ad andare in fuorigioco?

L’ombra di una nuova “Calciopoli” si allunga sul calcio italiano e stavolta colpisce il cuore del sistema arbitrale. Al centro dell’inchiesta della Procura di Milano c’è Gianluca Rocchi, designatore di Serie A e B, indagato per concorso in frode sportiva. Un’indagine che, partita dall’esposto dell’ex arbitro Domenico Rocca, ha già prodotto i primi effetti: l’autosospensione dello stesso Rocchi e del Supervisore VAR Andrea Gervasoni, mentre cresce la pressione su FIGC e AIA per un possibile commissariamento da parte del governo.

Le tre accuse precise mosse a Gianluca Rocchi:
1. Udinese-Parma (1 marzo 2025): Interferenza come supervisore VAR su Paterna.
2. Inter-Bologna (20 aprile 2025): “Combinazione” della designazione di Andrea Colombo, “gradito all’Inter”, in corsa scudetto.
3. Derby Coppa Italia (2 aprile 2025): “Combinazione o schermatura” dell’arbitro per favorire l’Inter contro il Milan.

L’episodio simbolo, quello che più di ogni altro ha acceso i riflettori sull’inchiesta, risale al primo marzo 2025 nella stagione 2024-2025. Durante Udinese-Parma, nella sala VAR di Lissone, l’arbitro video Daniele Paterna analizza un presunto fallo di mano in area emiliana. La prima valutazione è negativa, il classico “non è punibile”. Poi qualcosa cambia. Paterna si gira verso il vetro della sala, pronuncia un evidente “È rigore?” e, dopo pochi istanti, invita l’arbitro Fabio Maresca alla on-field review. Decisione finale: calcio di rigore per l’Udinese.

Il video diffuso dall’agenzia AGI mostra non solo il labiale, ma anche un’ombra dietro il vetro. Secondo l’accusa, potrebbe trattarsi proprio di Rocchi, presente in qualità di supervisore. Un dettaglio che, se confermato, configurerebbe una violazione grave dei protocolli VAR, che vietano interferenze esterne. Paterna, inizialmente ascoltato come testimone, ha negato qualsiasi pressione, ma per il pubblico ministero la sua versione non è risultata credibile, tanto da portare all’iscrizione nel registro degli indagati per falsa testimonianza.

L’inchiesta però non si limita a quell’episodio. I magistrati contestano a Rocchi anche presunte “combinazioni” nelle designazioni arbitrali di partite chiave della stagione. Sotto la lente finiscono Inter-Bologna del 20 aprile 2025, con la scelta di Andrea Colombo ritenuto “gradito” al club nerazzurro in piena corsa scudetto, e il derby di Coppa Italia tra Inter e Milan del 2 aprile, dove si ipotizza una designazione “schermata” per favorire l’Inter. Il club nerazzurro intanto ha già respinto ogni coinvolgimento, ma il tema degli “arbitri graditi” riporta inevitabilmente alla memoria scenari che il calcio italiano pensava di aver archiviato…

Ad oggi la situazione è in piena evoluzione. L’avviso di garanzia è stato notificato pochi giorni fa e Rocchi sarà interrogato giovedì 30 aprile. Nel frattempo la Procura federale ha chiesto gli atti per riaprire il fascicolo, mentre il Ministro per lo sport Andrea Abodi ha espresso forti critiche sulla gestione interna della vicenda.

Al momento non risultano club indagati e i campionati proseguono regolarmente, ma il terremoto istituzionale è già partito.

In una delle stagioni più tormentate dal punto di vista arbitrale, la credibilità degli arbitri è nuovamente sotto attacco e il rischio è che questo caso lasci ulteriori strascichi profondi, ben oltre le aule di tribunale. Più che un semplice scandalo, è un’altra (ennesima) crepa nel sistema calcistico italiano che, ancora una volta, si ritrova a fare i conti con i propri fantasmi del passato.

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