Offside! A ogni Olimpiade succede sempre la stessa cosa. C’è lo sport atteso, quello tradizionale e poi c’è l’outsider che, quasi a sorpresa, si prende la scena. In queste Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 uno dei fenomeni più evidenti è senza dubbio il curling.
Se ne parla in televisione, rimbalza sui social e ci gioca persino Snoop Dogg. Insomma, le immagini delle pietre che scorrono sul ghiaccio, le spazzole che lavorano frenetiche per indirizzarne la traiettoria, gli addetti che sistemano la pista con movimenti quasi coreografici: tutto contribuisce a rendere questo sport sorprendentemente ipnotico. Non è solo una questione tecnica, ma anche visiva. È strategia pura, tensione silenziosa, precisione millimetrica.
La situazione del curling in Italia
L’Italia, intanto, si è riscoperta appassionata. Dopo le imprese di Stefania Constantini e Amos Mosaner nel doppio misto con tanto di bronzo e con gli impegni delle squadre maschili e femminili, l’interesse è cresciuto in maniera evidente. Eppure i numeri raccontano una realtà molto diversa: nel nostro Paese il curling conta appena 350-450 tesserati l’anno presso la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, con una base concentrata soprattutto nelle aree alpine come Cortina, Cembra e Pinerolo. Una nicchia, insomma, ma che sta allargando i confini, anche grazie a progetti di varia natura. Le Olimpiadi invernali di Milano e Cortina 2026 hanno senza dubbio aiutato.

La spinta mediatica è certificata anche dagli ascolti. Secondo quanto riportato da La Repubblica, il curling è salito sorprendentemente sul podio delle gare più viste in tv: 3,3 milioni di spettatori e quasi il 18% di share per Italia-Gran Bretagna nel torneo a squadre. Numeri che lo piazzano dietro soltanto all’oro in gigante di Federica Brignone e alla prova di Francesca Lollobrigida nei 3.000 metri di short track. Un risultato che fino a qualche anno fa sarebbe sembrato impensabile.
Effetto Sinner?
E allora viene spontanea una domanda: può esserci un effetto traino come quello visto nel tennis con Jannik Sinner? Quando un campione conquista pubblico e risultati, spesso aumenta anche il numero di praticanti. Il curling riuscirà a trasformare questo boom mediatico in crescita strutturale?

Non mancano le polemiche…
Nel frattempo, non sono mancati episodi capaci di alimentare il dibattito. Il caso ribattezzato “boopgate” nella sfida tra Svezia e Canada ha acceso le polemiche: il canadese Marc Kennedy è finito al centro delle critiche per un presunto “doppio tocco” non ammesso, violando quello spirito di fair play che da sempre accompagna la disciplina. Un episodio che ha portato il curling nell’occhio del ciclone olimpico, tra accuse e tensioni.
E poi c’è il lato più leggero: il gossip sulle coppie vere e presunte tra compagni di squadra, le dinamiche interne, le curiosità che trasformano uno sport tecnico in un racconto quasi popolare.
Insomma, tra ascolti record, polemiche e viralità social, il curling è diventato uno degli sport più dibattuti di queste Olimpiadi invernali. E il bello è che non è ancora finita…