Offside! Non si placano le polemiche arbitrali in Serie A. Anzi, dopo l’ottava giornata sembrano essere esplose del tutto. Decisioni contrastanti, interpretazioni confuse e arbitri richiamati o fermati: il clima è rovente.
Milan–Pisa 2-2
L’episodio chiave arriva in occasione del momentaneo 2-1 del Pisa: c’è un fallo evidente su Gabbia, difensore rossonero, travolto dall’irruenza di Moreo in un contrasto fuori area. L’arbitro lascia correre e il VAR non interviene. Questa volta il Milan non è stato favorito, al contrario di quanto molti sostenevano dopo il rigore con la Fiorentina, dove il VAR aveva richiamato l’arbitro alla revisione e la decisione finale — rigore assegnato — era corretta (invitiamo ad ascoltare l’audio del VAR e rivedere le immagini per capire davvero come funziona, o non funziona, il regolamento).
Napoli–Inter 3-1
Anche al Maradona si parla di “rigorini”. Il rigore che sblocca la gara arriva per un contatto tutt’altro che irresistibile tra Mkhitaryan e Di Lorenzo, segnalato dall’assistente (e non dall’arbitro) dopo diversi secondi. L’AIA non ha gradito: stop per l’arbitro Mariani, l’assistente Bindoni e il VAR Marini. Secondo SportMediaset, la responsabilità è triplice — 30% a Mariani, 60% a Bindoni e 10% al VAR. Un errore che mostra quanto sia fragile la collaborazione tra campo e tecnologia.
Lazio–Juventus 1-0
Rigore netto non concesso ai bianconeri: Gila pesta il piede di Conceicao in area — il classico “step on foot” — ma l’arbitro lascia correre e il VAR non interviene. In passato si diceva che questo tipo di contatto fosse sempre rigore. Adesso non più, a quanto pare.
Fiorentina–Bologna 2-2
Nel primo tempo due check per possibili tocchi di mano: uno di Dodô (regolare), uno di Freuler (palla sul petto). Nel finale, il caos. Prima il VAR revoca un rigore assegnato per errore alla Fiorentina dopo una mischia in area. Poi, al 71’, rigore per la Viola per un tocco con il braccio di Ferguson, trasformato da Gudmundsson. All’ultimo respiro, però, l’ennesimo intervento del VAR ribalta tutto: Bernardeschi tocca col braccio largo in area e Kean pareggia su rigore.
Un clima incandescente
Dirigenti e allenatori hanno perso la pazienza: da Marotta, dopo Napoli–Inter, all’AD del Bologna Fenucci, tutti si sono lamentati pubblicamente degli arbitraggi. Il rischio è che la situazione stia sfuggendo di mano: ogni episodio diventa un caso, ogni partita una moviola infinita.
Il risultato? Poca coerenza, scarsa chiarezza e un campionato in cui la tecnologia non risolve ma amplifica i dubbi. Insomma, un gran casino.