Offside! Di nuovo…in fuorigioco…A quasi un anno dallo scoppio dell’ultimo scandalo calcioscommesse, l’Italia calcistica sembra aver archiviato il tutto troppo in fretta, voltando pagina con una leggerezza che lascia l’amaro in bocca.
Alcuni dei protagonisti della vicenda (senza fare nomi, ma si capisce) non solo sono tornati in campo, ma sono stati trattati mediaticamente come eroi, modelli di redenzione, simboli di un percorso di guarigione che li ha addirittura proiettati verso la maglia azzurra della Nazionale.
“Andrà tutto bene”
Una situazione grottesca. Non perché il recupero personale non debba essere possibile, ci mancherebbe, ma perché lo sport professionistico e in particolare il calcio italiano, sembra aver smarrito completamente il senso della misura e della responsabilità.
A rompere questo clima di “perdono generalizzato” è stato Antonio Floro Flores, ex attaccante di Serie A, che in una storia pubblicata sul proprio profilo Instagram ha scritto senza mezzi termini: “Se non si inizia a radiare non si risolverà mai… Diamogli i premi rinnovo e Nazionale”. Una frase che pesa, perché dice quello che molti pensano ma che pochi hanno il coraggio di esprimere.
L’indagine, non solo calcio
L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza di Milano, coinvolge al momento ben 13 calciatori di Serie A (o ex), tra cui anche nomi importanti: non solo Nicolò Fagioli e Sandro Tonali, ma anche Alessandro Florenzi, Nicolò Zaniolo, Mattia Perin, Weston McKennie, Leandro Paredes, Ángel Di María, Raoul Bellanova, Samuele Ricci, Cristian Buonaiuto, Matteo Cancellieri e infine Junior Firpo del Leeds. Secondo le indagini alcuni di loro non solo scommettevano abitualmente, ma avrebbero anche spinto altri colleghi a entrare nel giro.
Non si può parlare in questo caso di “calcioscommesse” poiché questi sono stati accusati di aver scommesso ingenti somme su eventi non calcistici e partite di poker online tramite piattaforme illegali, non autorizzate dai Monopoli di Stato. Queste piattaforme, proprio perché fuori dal sistema ufficiale, permettevano di aggirare il controllo dell’anagrafe informatica e mantenere l’anonimato anche per puntate molto alte. Un’indagine che ruota attorno ad un malsano ma ben oliato sistema di scommesse clandestine gestito anche tramite una gioielleria nel centro di Milano.
Ripensandoci…
Non si tratta di un semplice caso di ludopatia. Qui c’è in gioco l’integrità dello sport. E il fatto che in pochi mesi tutto venga ripulito con un comunicato, un’intervista, una convocazione in Nazionale, è francamente intollerabile.
Lo sport dovrebbe essere rigore, rispetto ed esempio per tutti – soprattutto a questi livelli – non una serie tv in cui chi sbaglia viene subito riabilitato solo perché ha talento o è ritenuto interessante per il movimento.
Floro Flores ha ragione (e già di per sè fa ridere così), ma servono sanzioni esemplari, serve la possibilità di dire “sei fuori”. Solo così si potrà ristabilire una minima credibilità. Altrimenti signori, facciamo pure, ma ogni anno torneremo a parlare di scandali, sorpresi come se fosse la prima volta…Ma non lo è più da tempo!