Offside! Ci è finito nelle ultime due settimane il presidente della FIFA Gianni Infantino, che è stato visto anche in tribuna a San Siro durante una partita dell’Inter, la squadra di cui è un noto tifoso (e ci mancherebbe altro) contro il Cagliari. La sua presenza e il suo vistoso sostegno con tanto di hashtag #AMALA hanno catturato l’attenzione dei media, soprattutto considerando il ruolo di prestigio e responsabilità che ricopre nella governance del calcio mondiale, essendo appunto lui il presidente della FIFA.
Infantino, da sempre noto per il suo sostegno all’Inter, ha esultato pubblicamente durante la partita di Serie A tra l’Inter e il Cagliari, dispiacendosi anche per il rigore parato da Scuffet a Calhanoglu. Stessa cosa durante il derby milanese di ieri sera tra l’Inter e il Milan. Quest’ultimo incontro nello specifico ha visto l’Inter trionfare, conquistando il 20º scudetto della sua storia e aggiudicandosi la seconda stella sul petto. Subito al termine della partita lo stesso Infantino nel suo account Instagram @gianni_infantino ha repostato una foto del profilo ufficiale dell’Inter con hashtag #AMALA. Onestamente, molto più di un semplice complimento che ci si aspetterebbe da una carica del genere.

Tuttavia, mentre la passione di Infantino per l’Inter e il calcio è evidente e comprensibile, sorge una questione importante riguardo alla sua posizione di presidente della FIFA. In qualità di figura di vertice in un’organizzazione che sovrintende al calcio mondiale, è cruciale che Infantino rappresenti oggettività ed imparzialità in TUTTE le situazioni pubbliche, così come ci si attenderebbe da figure politiche di rilievo del genere. Il suo ruolo richiede di essere un arbitro neutrale, un garante dell’equità e della trasparenza nelle decisioni che riguardano il calcio a livello globale. Il Signor Infantino dovrebbe essere tifoso di tutte le squadre, soprattutto quelle considerate più “deboli”.
Puoi essere il Presidente del Consiglio italiano o il Presidente degli USA e sbandierare a destra e sinistra la fede per la tua squadra del cuore, ma se sei il Presidente della FIFA no, non puoi. Essere un tifoso appassionato è una cosa, ma quando si ricopre una carica così influente, è fondamentale evitare qualsiasi azione o comportamento che possa essere interpretato come parzialità o favoritismo. Anche solo per evitare polemiche, che qui in Italia ci piace tanto fare.
Le azioni e le dichiarazioni di Infantino hanno il potenziale per riflettersi sull’immagine e sulla credibilità della FIFA, già arrugginite da tempo. Anche solo l’apparenza di parzialità potrebbe compromettere la fiducia nell’organizzazione e minare la sua capacità di svolgere efficacemente il suo ruolo nel promuovere l’equità del calcio a livello globale.
Mentre è comprensibile la passione di Infantino per la sua squadra del cuore, è essenziale che, nelle sue funzioni ufficiali e nelle sue rappresentazioni pubbliche, mantenga un equilibrio tra la sua affezione personale e l’obbligo di rappresentare tutti i membri della comunità sportiva in modo equo e imparziale.