Nani alla festa di compleanno, uno dei protagonisti difende Yamal finito nella bufera per la festa dei suoi 18 anni

Offside! Ha suscitato clamore in Spagna la notizia che la giovane stella del Barcellona Lamine Yamal avrebbe ingaggiato per la sua festa di compleanno artisti affetti da nanismo. La polemica è esplosa dopo la dura presa di posizione dell’ADEE – l’Associazione delle persone con acondroplasia e altre displasie scheletriche con nanismo – che ha definito l’episodio “un’offesa alla dignità” e ha annunciato azioni legali.

Secondo quanto riportato, durante il party per i suoi 18 anni, Yamal avrebbe scelto un’animazione che prevedeva la partecipazione di intrattenitori affetti da nanismo, provocando l’indignazione di parte dell’opinione pubblica. L’ADEE ha accusato l’evento di alimentare stereotipi degradanti, sostenendo che l’impiego di persone con disabilità in contesti di intrattenimento di questo tipo rappresenti una forma di sfruttamento.

A gettare acqua sul fuoco è però intervenuto uno dei protagonisti della serata, che ha parlato ai microfoni della radio catalana RAC1 difendendo il proprio lavoro e lo stesso Yamal: “Nessuno ci ha mancato di rispetto, lasciateci lavorare, non capisco perché se ne parli così. Vogliono proibirci un lavoro che amiamo. Lavoriamo come intrattenitori. Noi sappiamo quali sono i nostri limiti e non li oltrepasseremo: non siamo scimmie in una fiera. Il nostro compito? Distribuiamo drink, balliamo e facciamo magie. Alla festa di Yamal ci siamo divertiti…”

In sostanza: se un artista vuole esibirsi come tale e il pubblico lo apprezza, chi sta davvero tutelando chi, e da cosa?

Una polemica che, alla luce delle dichiarazioni di chi ha partecipato all’evento, appare forzata: se a rivendicare quel lavoro sono proprio i diretti interessati, la riflessione sul confine tra spettacolo e strumentalizzazione rischia di essere più ideologica che concreta.

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