Offside! Per capire davvero Bruxelles, bisogna salire verso Saint-Gilles, tra i palazzi in stile liberty e le strade che odorano di birra e storia. Lì, nascosta tra le case e gli alberi del Parc Duden, vive una delle squadre più affascinanti del calcio europeo: l’Union Saint-Gilloise.
Fondata nel 1897, l’Union è stata per decenni una potenza del calcio belga. Dodici campionati nazionali, tre coppe e una supercoppa raccontano la grandezza di un club che, tra gli anni Venti e Cinquanta, dominava le domeniche del Belgio. Allora lo stadio Joseph Marien, con le sue tribune in legno e le decorazioni in art déco, era un piccolo tempio del pallone.
Poi arrivò la lunga notte. Nel 1973 la retrocessione in seconda divisione, seguita da un lento declino fino alla caduta in quarta serie negli anni Ottanta. Per quasi mezzo secolo l’Union è rimasta ai margini, sopravvivendo grazie alla passione di pochi, in un calcio che diventava sempre più moderno e distante dalle sue radici.
Il risveglio è arrivato nel 2021, con la promozione in Jupiler Pro League dopo 48 anni di assenza. Da allora, la squadra gialloblù ha riscritto una delle favole più romantiche del calcio europeo: tre stagioni consecutive ai playoff scudetto e, finalmente, nel 2024-25, il ritorno al titolo nazionale dopo novant’anni.

Oggi l’Union non è solo una squadra, ma un modo di vivere il calcio. Il club è tornato grande restando piccolo, fedele al suo stadio incastonato nel quartiere e a una tifoseria che canta in tre lingue ma con un solo accento: quello della passione.
Chi vuole perdersi davvero tra le strade di Saint-Gilles e capire perché l’Union è molto più di una squadra, per chi vuole scoprire da vicino la magia dell’Union e il legame unico tra club, quartiere e tifosi, c’è un bellissimo reportage su Ultimo Uomo che racconta questa storia come merita.