La rivoluzione degli allenatori: nomi small per big club. Colpa degli algoritmi!

Offside! Matematica nel calcio, una materia fuorigioco? Certo che no e non è di certo una scoperta. Oggi però un approccio scientifico, basato sui dati e le statistiche è sempre di più richiesto all’interno del mondo del pallone. L’esempio più lampante al giorno d’oggi è “l’applicazione degli algoritmi”.

Con la conclusione della stagione calcistica, il consueto “valzer delle panchine” è iniziato, ma quest’anno i top club europei stanno seguendo una nuova tendenza nella scelta dei loro allenatori. Ad esempio, Liverpool, Bayern Monaco, Chelsea, Milan e Juve stanno adottando un approccio più scientifico e basato sui dati, puntando su tecnici “innovativi” e disposti a lavorare in team, anche se con un palmarès meno “dorato” dei colleghi dai nomi illustri.

Il Liverpool ha scelto Arne Slot, dal Feyenoord, per sostituire Jurgen Klopp, adottando un processo meticoloso e scientifico. La decisione è stata influenzata dall’analisi dei dati e dall’uso di un algoritmo sviluppato da Spearman, un fisico laureato ad Harvard che lavora nel club inglese. Vincent Kompany è stato nominato nuovo allenatore del Bayern Monaco dopo la retrocessione dalla Premier League maturata col Burnley. Similmente, il Milan ha scelto Paulo Fonseca dal Lille, seppur avesse fallito l’accesso alla Champions League diretta all’ultima giornata. Ancora, il Chelsea dopo l’esperienza con Pochettino ha scelto Enzo Maresca, che ha portato il Leicester in Premier League dalla Championship. E anche Thiago Motta ha fatto il grande salto dal Bologna alla Juventus.

Questi allenatori rappresentano una nuova generazione di tecnici che, pur avendo meno titoli alle spalle, portano con sé idee di gioco fresche e innovative, oltre a una forte propensione a lavorare in team. La loro capacità di integrarsi nella struttura societaria e di lavorare in sintonia con i vari dipartimenti del club è diventata un criterio fondamentale nella loro selezione.

La motivazione di questo cambio di rotta? I cosiddetti “algoritmi” e approcci più scientifici sono oggi sempre più preponderanti nel calcio e sono la base su cui valutare numerosi fattori, tra cui prestazioni di squadra, stile di gioco, occasioni da gol create, crescita dei singoli giocatori (sul versante economico e tecnico) e gestione degli infortuni durante la stagione. Sono proprio questi i criteri che vengono dati in pasto agli algoritmi che poi forniscono alle società 

Un altro aspetto cruciale che sta influenzando la scelta degli allenatori è la gestione delle clausole di uscita nei contratti. Le proprietà dei club sono sempre meno disposte a vincolarsi a contratti lunghi e costosi con allenatori che possono diventare ingombranti, sia dal punto di vista economico che mediatico. Allenatori come Antonio Conte, pur essendo molto richiesti, comportano rischi finanziari elevati in caso di esonero. (Napoli avvisato, ndr)

Oggi un approccio più prudente e orientato alla sostenibilità finanziaria sta diventando la norma nei TOP club europei.

Ma funzionerà così davvero?

Il tempo ce lo dirà. Algoritmo o no, i tifosi vogliono vedere la propria squadra vincere e se ti chiami Liverpool, Bayern Monaco, Chelsea, Juve o Milan, i tuoi tifosi vogliono vedere vincere sempre e vogliono profili vincenti, sia in campo, che in panchina, che in società, ma le scommesse sono così, a volte premiano e altre volte no.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE:

Cerca negli articoli