La disfatta dei Red Devils: un Manchester United senza anima

Offside! Il Manchester United non è più il Manchester United. Da anni i Red Devils navigano a vista, senza una programmazione precisa e con scelte di mercato che hanno portato più delusioni che risultati. La lista dei giocatori acquistati a peso d’oro e rivelatisi poi mediocri è lunga e anche le poche certezze della rosa sembrano affievolirsi: anche la stella di Bruno Fernandes sembra spengersi, così come quella di Casemiro, passato da essere uno dei migliori e più vincenti centrocampisti del mondo ai tempi del Real Madrid, ad essere uno dei tanti in caduta libera allo United.

L’ultima sessione di mercato ha visto l’arrivo tra gli altri di Sesko, Mbeumo e Matheus Cunha, per un totale di 229,7 milioni di euro spesi. Un altro investimento enorme, ma senza reale impatto, visto che il resto della rosa è rimasto pressoché invariato. Neppure il cambio in panchina di anno scorso, con l’arrivo di Ruben Amorim, ha invertito la rotta. Anzi, il suo approdo a stagione in corso si è rivelato l’ennesima mossa improvvisata: senza una società solida alle spalle, nessun allenatore può sperare di costruire qualcosa di duraturo.

Il risultato della stagione 24-25 è stato disastroso: quindicesimo posto in Premier League con appena 42 punti. Una squadra spenta, fuori da tutto, lontana anni luce dai fasti di Sir Alex Ferguson.

Oggi la vera umiliazione: eliminazione in Carabao Cup per mano del Grimsby Town, club di quarta divisione. Dopo un primo tempo horror, con due errori clamorosi di Onana che hanno portato gli avversari sul 2-0, lo United ha acciuffato il pareggio nel finale con Mbeumo e Maguire. Ai rigori, dopo una serie infinita di 26 tiri dal dischetto (con protagonisti anche i portieri), a festeggiare è stato il Grimsby. Una disfatta storica: mai nella sua lunga storia lo United era stato eliminato da una squadra così lontana dalla massima serie.

Oggi resta solo una domanda: quanto dovrà toccare ancora il fondo questo club prima di ritrovare un progetto vero?

Perché, alla fine, il punto è proprio questo: quando una società vacilla, nessuna scelta potrà mai essere davvero sana. Società forti fanno squadre forti, viceversa non si può vivere sempre di miracoli. Il Manchester United è una delle società più storiche e prestigiose al mondo e non merita una simile decadenza. Dopo l’addio di Ferguson – l’unico capace di portare i Red Devils sul tetto del mondo – è stata una sequenza di errori, scelte sbagliate e risultati mediocri (per usare un eufemismo). Forse è arrivato il momento di guardarsi allo specchio e capire che il problema non è l’allenatore di turno o l’ultimo acquisto milionario: il problema è molto più profondo.

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