Offside! Già si sapeva, ora è anche ufficiale. Carlo Ancelotti, lascerà il Real Madrid a fine stagione e dal prossimo giugno sarà il CT del Brasile.
Carletto lascia i Blancos dopo aver scritto un capitolo irripetibile della loro leggenda. Lo fa con stile, come sempre, senza proclami, ma con i fatti e i fatti dicono che ha vinto La Decima, poi la Quattordicesima e infine la Quindicesima Champions League del club più prestigioso del mondo. Un’impresa che basta da sola a scolpire il suo nome nella storia del calcio, e in modo indelebile in quella del Real. Ma ora Ancelotti fa qualcosa che pochi si sarebbero aspettati davvero: sbarca in Sudamerica per allenare la nazionale più iconica di sempre, il Brasile.
“La più grande nazionale della storia del calcio sarà guidata dall’allenatore più vincente del mondo”. Il comunicato della Confederação Brasileira de Futebol è chiaro, orgoglioso, altisonante. Una frase che sembra uscita da un film, ma che è pura realtà. Il Brasile, cinque Mondiali in bacheca (più di chiunque altro), non vince dal 2002, da quella finale di Yokohama con Ronaldo, Rivaldo, Ronaldinho e Cafù (coincidenza, tutti allenati da Ancelotti in vari anni al Milan). Ventidue anni di attese, cadute, illusioni e veri e propri drammi sportivi. Ora, per rompere la maledizione, per conquistare finalmente “la Hexa”, serve qualcosa di diverso e la risposta è stata Carlo Ancelotti.
Una scelta esotica, ma affascinante, perché Ancelotti in Brasile è un italiano in un mondo che vive e respira calcio in modo totalmente opposto a quello europeo ed è l’uomo che ha vinto praticamente ovunque: Milan, Chelsea, PSG, Bayern e Real Madrid. Carletto è riuscito a gestire spogliatoi pieni di leggende e a parlare la lingua dei campioni. In un calcio sempre più frenetico, lui ha vinto restando sempre se stesso. Carlo Ancelotti ora porterà quel suo stile sobrio e semplice, nel Paese del Fútbol Bailado, dei numeri 10, della fantasia e della religione verdeoro.
Real Madrid e Brasile: due delle squadre più leggendarie di sempre. Ancelotti, nel giro di pochi anni, le ha avute entrambe tra le mani. Nel frattempo, la Seleçao lo aspetta già. A giugno, l’esordio nelle qualificazioni contro Ecuador e Paraguay, ma il vero obiettivo è uno solo: USA 2026, e quel sesto titolo che sembra diventato un’ossessione nazionale. La Hexa.
Ora il Brasile ha il suo timoniere. È Carlo Ancelotti di Reggiolo, Parma, che sorride poco ma vince spesso. Se ci sarà gloria, sarà con il tocco magico e silenzioso di Carletto.