La comunicazione del Milan è totalmente sbagliata

Offside! L’ultima serata di Fonseca da allenatore del Milan non ha fatto altro che confermare ciò che molti tifosi e osservatori denunciano da tempo: il Diavolo sta affrontando una crisi non solo sul campo, ma soprattutto a livello di comunicazione e gestione.

A poche ore dal pareggio contro la Roma, la figura di Paulo Fonseca è stata lasciata in balia degli eventi, senza alcun supporto da parte della società e ciò che è avvenuto dopo lascia gli addetti ai lavori ancora più sconcertati.

Il paradosso della conferenza stampa

Dopo una partita complicata con al Roma, conclusa con un pareggio, Fonseca è stato mandato da solo in conferenza stampa. Nessun dirigente rossonero si è fatto avanti per prendere la parola, spiegare la situazione o rassicurare i tifosi. La scelta di lasciare il tecnico in totale isolamento ha sollevato molte perplessità, soprattutto considerando che le voci di un accordo con Sergio Conceição come prossimo allenatore circolavano già da diverse ore prima della partita.

In conferenza, i giornalisti hanno evitato di infierire, mostrando una sorta di “pietà” per un allenatore ormai condannato. Poco dopo, è stato lo stesso Fonseca a confermare il suo esonero, ai microfoni dell’inviato di Sky Sport Peppe Di Stefano mentre lasciava lo stadio in auto. Un finale surreale per una serata che ha nuovamente messo in evidenza il distacco totale tra la dirigenza americana, la squadra ed i tifosi.

Il comunicato stringato del mattino

La gestione della notizia, tuttavia, è andata persino peggio. Questa mattina, il Milan ha pubblicato un comunicato ufficiale sul sito del club, un testo breve e impersonale che non ha fatto altro che aumentare il senso di frustrazione tra i tifosi. Poche righe per confermare l’esonero di Fonseca e ringraziarlo per la professionalità, senza alcun approfondimento sulle motivazioni o sul futuro della squadra. Un trattamento che in fin dei conti non rende giustizia ad un allenatore che, soltanto 200 giorni fa, era stato presentato come l’uomo giusto per guidare il Milan da Ibra & co.

“AC Milan comunica ufficialmente di avere sollevato Paulo Fonseca dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile. Il Club ringrazia Paulo per la grande professionalità e gli augura il meglio per il futuro”.

Una dirigenza che non sa comunicare

Questa vicenda sottolinea ancora una volta l’incapacità della società di gestire le situazioni di crisi. La comunicazione non è un dettaglio secondario: è il ponte che collega la squadra, i tifosi e il mondo esterno. Invece, il Milan sembra aver perso completamente il controllo di questo aspetto, lasciando spazio a voci, indiscrezioni e silenzi che alimentano solo confusione e disaffezione.

Le parole di Zlatan Ibrahimovic (non l’unico colpevole!) al momento della nomina di Fonseca – cariche di entusiasmo e fiducia – risuonano oggi come una beffa. La promessa di un gioco dominante e offensivo, di una nuova identità, si è sgretolata di fronte ad una gestione che non è MAI stata all’altezza delle aspettative.

Problema culturale o gestionale?

Forse qualcuno dovrebbe spiegare agli attuali proprietari americani che la comunicazione, nel calcio e soprattutto in Italia, è parte integrante della gestione di un club. Non si tratta solo di parlare ai giornalisti o scrivere comunicati, ma di trasmettere visione, stabilità e connessione con i tifosi.

Senza una direzione chiara ed un dialogo trasparente, il Milan rischia di alienare proprio coloro che costituiscono la sua anima: i suoi sostenitori. Qualcuno insegni a Cardinale, Furlani, Scaroni, Ibra e Moncada come si fa…

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