Offside! Doveva essere una sfida di calcio, la partita simbolo del campionato, il solito derby d’Italia capace di spostare umori, classifica e destino della stagione. E invece è diventata l’ennesima fotografia impietosa di un calcio italiano che continua a inciampare sempre nello stesso punto: gli arbitri, un sistema VAR incompleto e un regolamento che permette ancora di falsare una gara con un singolo episodio.
Inter-Juve si è trasformata nell’ennesimo caso arbitrale destinato a far discutere per settimane, con una decisione che ha pesato come un macigno sull’andamento della partita e, indirettamente, sulla corsa Scudetto.
L’episodio che ha acceso la miccia arriva al 42’ del primo tempo. Pierre Kalulu, già ammonito, appoggia appena la mano sulla spalla di Alessandro Bastoni. Un contatto minimo, leggerissimo, che non giustifica in alcun modo la caduta del difensore nerazzurro. Bastoni, però, si lascia andare a terra in maniera vistosa, con una reazione che appare chiaramente esagerata e costruita. L’arbitro La Penna interpreta l’azione come fallo da cartellino e decide per il secondo giallo, che si traduce in espulsione e Juventus in dieci uomini.
Una scelta pesantissima, che cambia l’inerzia della gara e che provoca immediatamente proteste furibonde da parte dei bianconeri. Non solo per l’entità del contatto, ma soprattutto per la sensazione evidente di trovarsi davanti a un episodio condizionato da una simulazione. A rendere ancora più grave la scena è ciò che accade pochi secondi dopo. Una volta fermata l’azione, Bastoni si rialza immediatamente ed esulta in maniera plateale per l’espulsione appena ottenuta. Un comportamento che ha indignato anche molti osservatori neutrali e che ha alimentato ulteriormente la polemica, trasformando la caduta in qualcosa di ancora più difficile da giustificare.
All’intervallo la tensione esplode nel tunnel di San Siro: il dirigente bianconero Giorgio Chiellini si scaglia verbalmente contro La Penna, urlando ripetutamente: “Non esiste, non esiste”. Con lui anche l’AD juventino Damien Comolli, incontenibile nelle proteste, tanto da dover essere allontanato con forza dallo stesso allenatore juventino Spalletti con l’aiuto di membri dello staff e del secondo portiere bianconero Mattia Perin.
Nel post partita Chiellini è durissimo: “Dopo quello che è successo oggi, non si può parlare di calcio. È inaccettabile. Così non si può andare avanti: il protocollo andrà cambiato. In questo momento il gruppo di Rocchi non funziona e c’è chi deve metterci la faccia”. Una denuncia diretta, che mette nel mirino non soltanto La Penna, ma l’intero sistema arbitrale.
E infatti arriva anche la risposta di Gianluca Rocchi. Il designatore arbitrale riconosce l’errore sull’espulsione di Kalulu e si dice dispiaciuto, ma aggiunge un elemento ancora più pesante: la simulazione di Bastoni. “Non è l’unico ad aver sbagliato, perché c’è stata una simulazione chiara. L’ultima di una lunga serie in un campionato in cui cercano in tutti modi di fregarci”.
Una dichiarazione clamorosa, che certifica due aspetti: da una parte l’errore arbitrale, dall’altra la gravità dell’atteggiamento del giocatore interista.
Nonostante ciò, Bastoni non rischia alcuna sanzione. La prova tv infatti può intervenire solo in casi specifici e l’episodio non rientra nel protocollo, perché l’espulsione è arrivata per doppia ammonizione e non per rosso diretto. Anche il VAR, di conseguenza, non poteva correggere la decisione. Il risultato è paradossale: una simulazione davanti a migliaia di telecamere, riconosciuta perfino dal designatore arbitrale, resta senza conseguenze.
Nelle ore successive si è parlato anche di una possibile esclusione di Bastoni dalla Nazionale, ipotesi probabilmente eccessiva, ma che rende comunque l’idea della portata dello scandalo. Perché l’episodio non è stato soltanto un errore di valutazione: è stato un gesto antisportivo che ha condizionato una delle partite più importanti della stagione.
E il danno rischia di andare oltre la singola gara. L’Inter è prima in classifica e il Milan, inseguitore diretto, è a -8. Una sconfitta nerazzurra contro la Juventus avrebbe potuto riaprire il campionato e ridare senso alla lotta Scudetto. Invece, un’espulsione pesantissima e discutibile ha finito per cambiare il contesto della partita e proteggere indirettamente il vantaggio dell’Inter.
Sui social, intanto, si è percepita una doppia reazione anche tra i tifosi interisti. Da una parte chi ha esultato apertamente per aver “rubato” alla Juventus, dall’altra chi si è detto amareggiato per una vittoria sporcata da un episodio così evidente e imbarazzante. Una spaccatura emotiva che racconta bene quanto questa partita abbia lasciato dietro di sé non solo polemiche, ma anche disgusto e disillusione.
Inter-Juve doveva essere una delle gare simbolo del campionato, ma è diventata invece l’ennesima partita decisa non dal calcio, ma da un episodio grottesco, una simulazione evidente e un sistema che, ancora una volta, non è stato in grado di proteggere lo sport.