Insulti sessisti alle ragazze del Napoli Women. L’episodio con protagonista una formazione maschile Under 14

Offside! Nei giorni scorsi è emersa una vicenda che ha fatto rumore. Durante una partita tra una formazione maschile Under 14 e la squadra Under 17 del Napoli Women, alcune giocatrici avrebbero subito insulti sessisti, gesti osceni e commenti degradanti. Le ragazze, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, sono uscite dal campo in lacrime, ancora scosse per ciò che era accaduto. L’episodio non si sarebbe esaurito al fischio finale, ma sarebbe proseguito anche sui social.

La società femminile ha denunciato quanto accaduto con una lettera aperta e il presidente della squadra maschile, un sacerdote noto per il suo impegno sociale, ha parlato di percorsi educativi necessari per i giovani coinvolti. Una presa di posizione importante, ma che non cancella la domanda centrale: come si arriva a comportamenti del genere in un campo dove, almeno sulla carta, si dovrebbe insegnare il rispetto?

Ed è qui che nasce una riflessione. I ragazzi sono ragazzi ed è vero che a 12 o 13 anni certi atteggiamenti possono esplodere per immaturità o per emulazione, ma questo non significa che siano accettabili, né che si possa liquidarli come una ragazzata. Punire è doveroso, ma non basta. Anzi, quando si arriva alla punizione spesso è già troppo tardi, perché il problema è a monte.

Difatti, sempre più spesso viene espresso un concetto fondamentale: la prevenzione. Senza educazione infatti non c’è anticorpo sociale. Circa una persona su tre che sviluppa comportamenti aggressivi o discriminatori proviene da una famiglia violenta o disfunzionale. Se la famiglia non riesce a trasmettere i valori base del rispetto, deve intervenire la scuola. Se la scuola fallisce, devono farlo le istituzioni. E, nel caso dei ragazzi che giocano a calcio, devono farlo le società sportive, gli allenatori, e – in questo caso – anche figure come un presidente che è anche un prete.

Perché a quest’età non stiamo parlando di mostri o di casi irrecuperabili. Stiamo parlando di adolescenti che vanno guidati prima che corretti, educati prima che puniti. La gogna non serve a nulla, ma la prevenzione serve a tutto. Se davvero lo sport vuole insegnare qualcosa, questo è il momento per dimostrarlo.

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