Offside! Dopo appena una stagione alla guida dell’Ajax, Francesco Farioli ha deciso di lasciare il club di Amsterdam. E alla fine non ce l’ha fatta a trattenere le lacrime, né al triplice fischio dell’ultima giornata di campionato, né davanti alle telecamere, quando ha voluto salutare pubblicamente l’Ajax e il suo popolo.
Francesco Farioli lascia Amsterdam dopo una sola stagione, senza trofei in bacheca, ma con il saluto e l’affetto sincero di un intero ambiente, la gratitudine dei tifosi e il ricordo di un viaggio umano e sportivo profondo, intenso ed indimenticabile.
Il finale in Eredivisie
All’ultima in Eredivisie, l’Ajax non ha conquistato il titolo per un solo punto. Ha vinto la sua partita contro il Twente, ma il PSV capolista non ha sbagliato contro lo Sparta Rotterdam. Uno di quegli epiloghi che ti lasciano in silenzio, a guardare il campo e a chiederti se bastava davvero solo un episodio o un dettaglio per cambiare la storia. Chissà cosa ha pensato Farioli in quel momento in ginocchio sul terreno della Johan Cruijff Arena. Al fischio finale ha pianto. A lungo. E in quelle lacrime c’era tutto: la fatica, l’amore, la tensione, la consapevolezza di aver dato ogni briciolo di se stesso a una causa più grande. (GUARDA QUI IL VIDEO)
Il saluto sui social
Ne ha parlato, emozionato, in un’intervista toccante pubblicata sui canali social dell’Ajax. Parole rotte dal pianto, alternate da sorrisi pieni di gratitudine. “Non pensavo di piangere così tanto, non è un bene per la mia reputazione, ma le emozioni che sento sono troppo forti”, ha detto con sincerità disarmante il mister classe ’89 di Barga. Farioli non ha nascosto nulla: né la gioia, né il dolore, né il rimpianto. Ha chiesto scusa ai tifosi per non aver portato a casa un trofeo, ma ha rivendicato con orgoglio il percorso fatto insieme.

Ajax is back
Francesco Farioli lascia comunque una squadra diversa da quella ferita, sfiduciata e quasi irriconoscibile che aveva trovato. In pochi mesi il tecnico italiano ha ricostruito un’anima, riacceso una passione, ridato orgoglio ai gloriosi Lancieri di Amsterdam. Non è stato solo un allenatore: è stato un punto di riferimento, un uomo capace di creare un legame autentico con i suoi giocatori e con la piazza. E non a caso, nell’intervista finale, ha confessato quanto gli costerà staccarsi da quei ragazzi con cui ha condiviso il viaggio di questa stagione: “Farò fatica a trovare un altro spogliatoio ed un gruppo come questo. Sicuramente non allenerò mai nessun latro club in Olanda”.
Ora per lui è tempo di riposo, almeno per un attimo. Un momento per rifiatare, per elaborare un addio così carico di emozioni. Ma Farioli non resterà fermo a lungo. Ha già fatto capire che è pronto a rimettersi in gioco, in cerca di una nuova squadra, di un nuovo progetto, ma l’Ajax, quello vissuto fino in fondo, resterà per sempre con lui.