Offside! Mentre proprio in questi giorni in Francia, Inghilterra, Spagna e Germania le coppe nazionali regalano favole calcistiche, a casa nostra la Coppa Italia si è trasformata in un torneo blindato e prevedibile.
Altrove, squadre di terza, quarta o addirittura quinta divisione eliminano club di massima serie, scrivendo pagine di storia. In Italia, invece, il format attuale ha tolto ogni spazio al romanticismo.
Un format da rivedere
Fino alla stagione 2020-21, almeno le squadre di Serie C e qualche squadra di Serie D potevano sognare di affrontare i grandi club. Poi la FIGC e la Lega Serie A hanno deciso di restringere la competizione alle sole squadre di Serie A e B, più quattro formazioni di C. L’idea era quella di rendere il torneo “più competitivo”, ma il risultato è stato l’esatto opposto: la Coppa Italia è diventata un’appendice del campionato, un torneo in cui alla fine arrivano sempre le stesse squadre, salvo rare eccezioni.
Ma che ce frega…
Il problema è che nessuno sembra tenere particolarmente a questa competizione. Le big fanno turnover fino alle fasi finali, le squadre di metà classifica spesso la snobbano per non sprecare energie, e quelle di B, che potrebbero vederla come un’occasione di prestigio, sono penalizzate dal format. Se l’obiettivo fosse davvero quello di rendere la Coppa più attraente, tanto varrebbe aprirla di nuovo a tutte le categorie, magari adottando il modello inglese: partite in casa della squadra di categoria inferiore, più spazio alle outsider, più possibilità di sorprese.
I casi di Francia e Inghilterra di questi giorni sono l’emblema: il Liverpool eliminato dalla FA Cup dal Plymouth Argyle, o nella Coppa di Francia il Bourgoin-Jallieu (Quinta divisione) che aveva eliminato il Lione, o il Dunkerque vincente sul Lilla o lo Stade Briochin (Terza serie) con il Nizza.
La verità è che la Coppa Italia, così com’è, ha perso fascino. Non entusiasma i tifosi, non motiva le squadre e non offre quel brivido di imprevedibilità che rende speciali le coppe nazionali in altri paesi.
Finché rimarrà un torneo chiuso e costruito per favorire le big, la Coppa Italia continuerà ad essere vissuta più come un obbligo che come una vera competizione.