Offside! Avete dato un’occhiata ai prezzi delle Pay TV in vista della prossima stagione? Beh essendo quel periodo dell’anno in cui si decide di rinnovare l’abbonamento alla piattaforme streaming sicuramente avrete notato il loro aumento spropositato. Un trend che negli ultimi anni non sembra arrestarsi.
Nelle ultime stagioni, i prezzi degli abbonamenti alle piattaforme di streaming e alle pay TV sono infatti aumentati notevolmente, suscitando anche una certa “frustrazione” tra gli appassionati di sport e intrattenimento.
In Italia, DAZN è l’unica piattaforma streaming che permette di vedere tutte le partite della Serie A, e ogni anno i costi degli abbonamenti continuano a crescere, con aumenti di circa 10€ al mese, o più, a seconda dei piani. Questo lascia molti utenti in una situazione difficile, costretti a scegliere tra pagare prezzi elevati o ricorrere alla pirateria.
Ma quali sono i fattori che influenzano questi costi e quali soluzioni potrebbero essere adottate per affrontare questo problema? (Ne abbiamo già parlato tempo fa in un altro articolo)
Fattori che influenzano i prezzi degli abbonamenti
1. Diritti di trasmissione: Le piattaforme come DAZN pagano somme ingenti per ottenere i diritti di trasmissione esclusivi dei campionati. Si parla infatti di oltre 700 milioni di euro a stagione. La Serie A, in particolare, rappresenta quindi un investimento significativo e questi costi sono in parte trasferiti agli utenti attraverso gli abbonamenti, poiché le aziende cercano di recuperare così i loro investimenti.
2. Costi operativi: Anche mantenere infrastrutture tecnologiche “avanzate” per garantire una trasmissione di alta qualità e senza interruzioni comporta costi elevati. Questi includono server, personale tecnico qualificato e costi di sviluppo delle app e delle piattaforme. E vista la qualità alla quale ci ha abituato DAZN nelle ultime stagioni diciamo che di investimenti in questi ambiti ce ne sono da fare.
3. Mancanza di concorrenza: Quando una piattaforma ha sostanzialmente l’esclusiva su un campionato importante come la Serie A, la mancanza di alternative consente di mantenere i prezzi alti. In passato, più operatori offrivano pacchetti alternativi, ma oggi la concorrenza è ridotta.
4. Pacchetti con sport minori: DAZN e altre piattaforme spesso offrono pacchetti che includono sport e competizioni minori. Mentre questi potrebbero interessare una ridotta minoranza di utenti (non ci prendiamo in giro!), per la maggior parte degli spettatori interessati solo alla Serie A, questi contenuti risultano assai superflui.
Possibili soluzioni e alternative
1. Modelli di abbonamento flessibili: Creare pacchetti personalizzabili, dove gli utenti possono scegliere solo i campionati o gli eventi che desiderano seguire, potrebbe rendere i prezzi più accessibili e migliorare la soddisfazione del cliente. Questo approccio darebbe agli utenti il controllo su ciò per cui stanno pagando.
2. Riduzione dei prezzi: Offrire abbonamenti a prezzi più contenuti potrebbe ridurre il ricorso alla pirateria. Molti utenti sarebbero più propensi a pagare un prezzo ragionevole piuttosto che cercare alternative illegali, aumentando così la base di clienti legittimi.
3. Promozioni e sconti: Offrire sconti per nuovi abbonati o per coloro che sottoscrivono un contratto annuale per più anni potrebbe rendere gli abbonamenti più attraenti e accessibili ad un pubblico più ampio.
4. Apertura del mercato: Incentivare una maggiore concorrenza potrebbe abbassare i prezzi. Se più piattaforme potessero competere sui diritti della Serie A, ci sarebbero offerte migliori per i consumatori, spingendo le aziende a migliorare i loro servizi e prezzi. In alternativa un’altra soluzione potrebbe essere quella della creazione di un canale o di una piattaforma ufficiale della Lega Serie A alla quale gli utenti possano abbonarsi.
Il feedback dei consumatori è cruciale. Campagne di sensibilizzazione e feedback costante ai fornitori di servizi possono influenzare le politiche dei prezzi. Le aziende spesso rispondono alle esigenze del mercato e alle pressioni pubbliche, specialmente se percepiscono un rischio di perdita di clienti a causa della pirateria o dell’insoddisfazione per il servizio erogato.
Rendere gli abbonamenti più accessibili potrebbe non solo ridurre la pirateria, ma anche aumentare la base di clienti e la loro soddisfazione. È però una questione complessa che richiede un equilibrio tra i costi operativi delle piattaforme e le esigenze dei consumatori, che poi non sono altro che tifosi che vogliono vedere le partite della propria squadra del cuore. Speriamo che in futuro possano essere adottate soluzioni più adeguate per entrambi.
Intanto, se è vero che basta pagare…vediamo dove arriviamo…