Caressa-Bergomi per Inter-Barcellona. Una telecronaca decisamente in fuorigioco…

Offside! Per chi ha seguito il ritorno della semifinale di Champions League tra Inter e Barcellona su Sky, non sarà di certo passata inosservata la telecronaca “in fuorigioco” di Fabio Caressa e Beppe Bergomi.

Una partita già leggenda, sette gol totali (13 in 2 partite), ribaltamenti di fronte e brividi per 120 minuti. Un inno al calcio, con la coppia Caressa e Bergomi, affidabili veterani della telecronaca Sky, che hanno scelto di lasciarsi trasportare totalmente dall’onda nerazzurra. Il risultato? Una narrazione sbilanciata, partigiana, quasi imbarazzante per chi si aspettava un racconto equo, o comunque più pacato, di una partita storica.

Capita spesso, soprattutto in Italia, che i telecronisti si lascino andare ad un trasporto emotivo. Ma ci sono limiti e ci sono regole, scritte e non, che un giornalista dovrebbe rispettare. Entusiasmo non significa tifo ed emozione non significa parteggiare, mai! E in una semifinale di Champions League, con milioni di spettatori e appassionati di altre squadre, non è accettabile che venga messa da parte la deontologia in favore della faziosità.

Il giornalismo sportivo dovrebbe elevare il racconto del calcio, non ridurlo a un’estensione della curva. E invece, ieri sera, sembrava di ascoltare una radiocronaca dal secondo anello verde del Meazza.

Emblematico, verso la fine e con il punteggio ormai sul 4-3, l’episodio di un presunto fuorigioco del Barcellona, giustamente non segnalato dall’assistente e correttamente lasciato correre dall’arbitro. Caressa e Bergomi lo hanno invocato con forza, quasi con foga, salvo poi ricredersi dopo il replay e scusarsi. Segno evidente di quanto anche loro fossero emotivamente coinvolti. E ancora più eloquente è stato il comportamento di Bergomi, che in certi momenti è arrivato a gridare “è fallo!”, “tieni la palla!”, “passala!”, “non ci credo!”, frasi che più che da opinionista sembravano da tifoso in panchina.

Una partita così non aveva bisogno di effetti speciali, era già perfetta. Bastava raccontarla con onestà ed equilibrio, con rispetto verso chi ama il calcio, non solo la maglia. 

Detto ciò, l’importante non è che se ne parli bene, ma che se ne parli e basta e anche stavolta la coppia Caressa e Bergomi è riuscita nel suo intento.

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