Offside! Quando due squadre come Juventus e Milan che hanno ottenuto nella loro storia 55 scudetti sommati insieme, vengono già definite “fuori dai giochi” e lontane dalla lotta per il titolo dopo 17 giornate, viene subito da chiedersi dove sia stato l’errore e se questo realmente esista.
Nessun malinteso, perché momentaneamente Juve e Milan sono due facce della stessa medaglia: due squadre storiche abituate da sempre a lottare per lo Scudetto che sono ripartite dalla mano e dalla cura “straniera” di Thiago Motta e Paulo Fonseca, che attualmente però sembrano lontani dal trovare un antidoto e le contestazioni dopo Juventus-Venezia e Milan-Genoa ne sono la prova lampante.
Bianconeri e rossoneri stanno vivendo fin qui una stagione complementare, se si osservano soprattutto le aspettative nei loro confronti ad inizio stagione ed il mercato estivo delle due società.
Casa Juventus
La “Vecchia Signora” dopo il periodo definito “Allegri-Bis” ha rialzato la testa con il chiaro obiettivo di lottare per lo Scudetto e di tornare competitiva anche in Champions League. Prima di tutto si è affidata ad un vecchio “nemico” Thiago Motta, che tanto aveva fatto bene a Bologna, ma soprattutto si è focalizzata sul mercato cercando di ringiovanire la rosa, cedere gli esuberi e migliorare i vari reparti, soprattutto in mezzo al campo e sulle fasce difensive. Alla fine del calciomercato sono state addirittura 16 le cessioni, con 9 acquisti che hanno ridimensionato tutta la rosa e l’11 titolare.
Casa Milan
Nella vicina Lombardia il Milan, dopo aver abbandonato il progetto di Stefano Pioli (che comunque aveva regalato il 19° scudetto ai rossoneri), ha scelto come allenatore l’ex romanista Paulo Fonseca, nonostante i nomi caldi che circolavano intorno all’ambiente rossonero (come quelli di Conte, Emery e Conceição). La scelta dell’allenatore portoghese aveva destato subito molti dubbi da parte della tifoseria (che permangono tutt’oggi), ma nonostante questo Fonseca può direi di avere in mano un’ottima squadra in ogni reparto, grazie anche ad un mercato competitivo con 5 acquisti e altrettante cessioni.
Ma perchè Juve e Milan sono così complementari?
La risposta a questa domanda sembra scontata ma in realtà è molto più complessa di così. Entrambe le squadre stanno faticando tantissimo a trovare quella continuità che servirebbe per rimanere al passo di Atalanta, Inter e Napoli.
La Juventus, fino all’infortunio di Bremer, vero e proprio perno della difesa bianconera, aveva mostrato ottime cose con tanto possesso palla e verticalizzazioni (che tanto erano mancate nella gestione Allegri) che avevano garantito 4 vittorie e 3 pareggi con 12 gol fatti ed 1 solo subito. Dopo l’infortunio del brasiliano numero 3, c’è stata però una vera e propria parabola discendente con sole 5 vittorie su 15 match in tutte le competizioni, ma soprattutto ben 9 pareggi tra cui l’ultimo contro il Venezia a dicembre ottenuto al 95’.
Il dato che si evince da tutto ciò è che la Juve dopo aver perso il proprio equilibrio in difesa, sembra aver perso tutte le proprie convinzioni negli altri reparti. Convinzioni che vengono mostrate solamente a fasi alterne come contro il Manchester City. In tutto questo va evidenziato che non è arrivato ad agosto un vero e proprio sostituto in difesa oltre Kalulu, dato che ha portato Thiago Motta a dover adattare Locatelli centrale in Coppa Italia contro il Cagliari.
Il Milan dal canto suo dopo la convincente e meritata vittoria nel derby contro l’Inter sembrava essere indirizzato a poter competere veramente per lo Scudetto, ma tutta l’euforia che si era venuta a creare è sparita quasi subito con tante prestazioni sottotono. I rossoneri hanno lasciato tanti punti per strada soprattutto negli scontri diretti dove hanno ottenuto solamente 5 punti in 5 partite. Risultati che alla fine del girone d’andata la vedono a -14 dalla capolista (certo con una partita da recuperare) ma ben lontani da quelle che erano le aspettative, soprattutto dopo il mercato.
Certo la colpa non è totalmente di Fonseca, che ha provato a smuovere un po’ l’ambiente con messaggi forti e chiari come le varie esclusioni dagli 11 titolari di Leao e Theo Hernandez e la “promozione” di gioiellini futuri come Liberali, Jimenez e Camarda. Ovvio però che se nella notte dei 125 anni della storia del club (davanti a calciatori come Gullit, Van Basten, Rijkard, Pirlo, Albertini, Baresi, Massaro ecc che hanno reso grande il Milan) ottieni un pareggio con il Genoa 13° in classifica, uscendo tra i fischi e le contestazioni della Sud, vuol dire che la strada e le idee che stai trasmettendo non sono poi così convincenti.
Juventus e Milan devono quindi trovare al più presto la soluzione ai loro problemi per evitare di perdere quel treno chiamato Scudetto (il numero 37 per i bianconeri e la seconda stella per i rossoneri), ma soprattutto per evitare altre contestazioni o spaccature che potrebbero portare scompiglio all’interno dei due ambienti e forse anche all’addio di qualche nome importante da ambo le parti.