Offside! Gli agenti sportivi europei stanno mettendo in discussione la FIFA, annunciando la loro intenzione di intraprendere azioni legali contro il recente regolamento (Fifa Football Agent Regolations) entrato in vigore il 1° ottobre. L’Associazione Europea degli Agenti Sportivi (Professional Football Agents Association, PROFAA) ha dichiarato apertamente la propria opposizione nei confronti di alcune decisioni della FIFA, a parer loro, prese senza coinvolgerli direttamente.
In particolare, il Fifa Football Agent Regolations (FFAR) entrato in vigore il 1° ottobre 2023, fissa dei limiti massimi alle commissioni destinate a procuratori e intermediari in occasione di trattative di trasferimento o rinnovo di un calciatore. Più nello specifico la commissione massima non potrà superare il 5% dello stipendio dell’assistito, se inferiore a 180 mila euro, oppure se superiore a 180 mila il 3%. L’attuazione del FFAR prevede poi l’impiego obbligatorio di procuratori autorizzati ed un tetto massimo per le commissioni di servizio e fa seguito ad un ampio processo di consultazione dei massimi organi del calcio mondiale.
La legalità del regolamento è stata confermata anche dal Tribunale Arbitrale dello Sport, che nei mesi scorsi ha respinto le ingiunzioni contro le nuove norme presentate dagli agenti, sia a livello nazionale che internazionale. L’unica eccezione alla piena attuazione del FFAR sarà la Germania, dove un tribunale locale ha concesso un’ingiunzione preliminare.
I procuratori, del resto come si sente sempre più spesso, fanno loro stessi tanti soldi con le società calcistiche grazie ai trasferimenti dei giocatori, soprattutto negli ultimi tempi. La loro a volte viene addirittura percepita come un’azione di ricatto: “più soldi per il mio assistito, più soldi per me”. Il FFAR, il nuovo regolamento per procuratori e intermediari di calcio in vigore dal 1° ottobre vuole perciò regolare il tetto massimo per i compensi dei servizi, garantire la protezione dei minori e in sostanza limitare il potere dei procuratori in fase di trattativa.
La FIFA, da parte sua, ha sostenuto che le nuove regole siano finalizzate a migliorare la trasparenza, l’integrità e la corretta gestione dei procuratori sportivi. Tuttavia, la PROFAA (Professional Football Agents Association) ritiene che le nuove disposizioni possano avere impatti negativi sulla attività degli agenti, portando ad una maggiore complessità burocratica e a restrizioni che potrebbero limitare la loro capacità di svolgere il proprio lavoro efficacemente…ma ne siamo sicuri? Mentre la FIFA cerca di rafforzare la supervisione e il controllo sulle attività degli agenti sportivi, questi ultimi cercano di far valere la propria voce, difendendo la loro “autoproclamata autonomia” e chiedendo un coinvolgimento ancora più significativo nelle decisioni che influenzano il loro settore. E perchè no, per continuare ad essere da questo stesso settore ampiamente remunerati.
Tuttavia la sfida legale scaturitasi potrebbe anche aprire il dibattito su come migliorare la collaborazione tra le organizzazioni sportive e coloro che rappresentano gli interessi degli atleti. Anche perchè questo è l’obiettivo espresso dalla FIFA con il Fifa Football Agent Regolations entrato in vigore il 1° ottobre scorso: “Elevare e fissare standard minimi professionali ed etici – si legge nel FFAR – per la professione di Agente di calciatori; garantire la qualità del servizio fornito dagli Agenti di calciatori ai Clienti a tariffe di servizio eque e ragionevoli, applicabili in modo uniforme; limitare i conflitti di interesse per proteggere i Clienti da comportamenti non etici; migliorare la trasparenza finanziaria e amministrativa; proteggere i giocatori che non hanno esperienza o informazioni relative al sistema dei trasferimenti di calciatori; migliorare la stabilità contrattuale tra giocatori, allenatori e club; prevenire le pratiche abusive, eccessive e speculative”.
Il tentativo da parte della FIFA di stabilire un quadro normativo più rigoroso per i procuratori sportivi riflette quindi indirettamente la crescente consapevolezza (e menomale!) delle problematiche legate ai trasferimenti e ai compensi nel mondo del calcio. Resta però da vedere come e se questa regolamentazione influenzerà concretamente il mercato dei trasferimenti. Il FFAR, con la sua miriade di obiettivi, ha il potenziale per portare benefici tangibili al mondo del calcio, proteggendo giocatori e clienti da pratiche non etiche e migliorando la stabilità contrattuale. Tuttavia, la chiave del successo di queste nuove regole risiede nella collaborazione aperta e costruttiva tra le parti interessate.
La vera sfida sarà poi tradurre queste normative in un cambiamento tangibile e duraturo nel modo in cui il calcio gestisce i suoi affari, affinché tutti gli attori coinvolti possano beneficiarne appieno. E non solo per una questione di soldi…