Offside! Vogliamo essere brutali, non possiamo nasconderci: va detto, “il calcio italiano fa schifo”.
Fa schifo non perché non ci piaccia, ma perché il livello della nostra Serie A non è più all’altezza del resto del mondo. Se ne parla da anni, ma basta limitarsi ai contesti e agli esempi più attuali per rendersene conto.
Ci accorgiamo di quanto sia maledettamente e tristemente vero con un semplice esempio. Fino a 15-20 anni fa era normale trovare nei top club di Serie A giocatori del calibro di Lamine Yamal, Michael Olise o centravanti come Harry Kane e Kylian Mbappé. Oggi, invece, l’unico campione davvero top del nostro campionato è Luka Modrić, 41enne fuoriclasse arrivato in Italia anche per passione (è sempre stato tifoso del Milan, ndr), oltre che per deliziare le platee dello stivale con il suo smisurato talento.
Ci sono poi ottimi giocatori, come Nico Paz del Como, già prossimo al rientro alla Casa Real, Kenan Yıldız, forse l’unico talento che la Juventus sta davvero blindando, e Lautaro Martínez, capitano e leader indiscusso dell’Inter, ormai vicino ai 30 anni. David De Gea rientrerebbe in questo gruppo, se non fosse anche lui a fine carriera, a 36 anni.
Il nostro calcio non attira più e non è solo una questione economica. È proprio una mancanza di qualità, di progettazione e di lungimiranza. Nei nostri vivai si preferisce puntare sui “gioiellini” presi all’estero, per poi lasciarli andare via troppo presto o svenderli (caso Huijsen docet).
Insomma, i vivai italiani non sfornano più talenti, anche a causa di un sistema in cui spesso prevalgono gli interessi dei procuratori. Se vogliamo davvero vedere un campione costruire tutta, o gran parte, della sua carriera in Italia, dobbiamo iniziare a crearcelo in casa. Perché, al netto dei “vecchietti a svernare”, nessuno è più realmente attratto dal nostro campionato. Basta guardare i migliori italiani, che oggi rendono e dominano all’estero. In Serie A, invece, non accade da anni. Sandro Tonali in questo senso ne è l’esempio più evidente.
Non ci sono più i Del Piero, i Totti o i Baggio, ma non esistono più neanche gli Zidane o i Ronaldo (il Fenomeno, quello vero) che decidono di venire in Italia nel fiore della loro carriera. Il nostro campionato è diventato obsoleto e ha bisogno di essere rifondato dalle basi.
Non è un’opinione. Purtroppo è semplicemente quello che sta accadendo e che ormai è sotto gli occhi di tutti.