Offside! Rodrigo Hernández Cascante, meglio noto come Rodri, è un nuovo giocatore del Barcellona. La notizia sarebbe già di per sé rilevante, perché adesso il centrocampo del Barça torna a essere il più forte al mondo: non succedeva da anni che un calciatore nato e cresciuto a Madrid decidesse di sposare la causa blaugrana, snobbando di conseguenza la corte dei Galácticos. Ma dietro questa scelta c’è un motivo, o forse più di uno.
Il Barcellona è la squadra che, dagli anni di Cruyff in poi, ha sempre sperimentato e innovato tecniche e tattiche del calcio, da cui poi molti hanno imparato e da cui sono usciti diverse decine di talenti del calcio che conta. Rodri, dopo aver vinto tutto e anche di più nella sua carriera, ha deciso di sposare un progetto nuovo, più stimolante, in un ambiente che, pur non avendoci mai giocato, sembra già conoscere alla perfezione.
Il merito va ad alcuni elementi della carriera di Rodri: in nazionale, di cui porta la fascia al braccio, ci sono moltissimi calciatori che giocano o provengono dal Barcellona e che quindi sono cresciuti nell’ambiente blaugrana; poi c’è un altro fattore non secondario, ovvero che Rodri ha trascorso gli ultimi 7 anni a Manchester, sponda Blue, dove ha avuto come allenatore colui che ha reso il Barça quello che è oggi: Pep Guardiola. Finito il ciclo di Pep a Manchester, anche Rodri ha sentito la necessità di andare altrove, tornando a essere guidato “spiritualmente” da Pep, proprio lì, a casa sua, al Camp Nou. Il capitano della Spagna sintetizza da solo il centrocampo che fu di Pep in Catalogna: la visione di gioco, il senso della posizione, la protezione difensiva e il piede di Sergio Busquets, ma anche tanta corsa e qualità di inserimento come Xavi e Iniesta. In una parola sola: perfezione.

Rodri è sia il mediano per eccellenza sia il centrocampista box to box che ogni grande squadra dovrebbe avere. Troverà accanto a sé calciatori altrettanto forti come Gavi, Pedri, Fermín López, Dani Olmo e i giovani Bernal e Casadó. In sintesi, Rodri ha scelto il Blaugrana per tre motivi essenziali: il tipo di gioco, i compagni e la filosofia di Pep. Ecco perché per lui il detto “Més que un club” si sposa alla perfezione.
C’è un’altra curiosità che lega Rodri alla mitologia: il suo numero di maglia. Ha sempre avuto il 16, un numero che in passato hanno indossato moltissimi centrocampisti dotati di leadership e grande qualità, come De Rossi, Roy Keane, Carrick e, restando in casa Barcellona, il già citato Sergio Busquets: tutti diversi tra loro, ma tutti con almeno una caratteristica affine a lui: la leadership di De Rossi e Keane, la corsa e la tecnica di Carrick e Busquets.
D’altronde il mediano un tempo aveva il 4, che al quadrato fa 16: un mediano alla potenza. Il centrocampista per definizione spesso sceglie l’8, che è esattamente la metà di 16. Il giocatore più tecnico spesso ha il 10, mentre il centrocampista difensivo ha il 6: sommati, fanno ancora sempre 16. Insomma, il centrocampo intero racchiuso in un solo nome: Rodrigo Hernández Cascante.