Offside! Con l’annuncio di Gianfranco Zola nel nuovo staff dirigenziale della nazionale italiana, la nuova FIGC si avvale di una nuova figura di peso, dal punto di vista tecnico e gestionale: l’ex calciatore farà infatti da collaboratore del Club Italia (presieduto da Claudio Ranieri), mantenendo anche l’incarico da vicepresidente della Lega Pro e lavorando a stretto contatto con Maurizio Viscidi alla gestione e al coordinamento delle selezioni azzurre giovanili, aiutando così anche il Mancio nella ricerca di talenti per il futuro.
Ma perché Zola può rappresentare il nuovo vento azzurro?
The Magic Box, come era stato soprannominato da calciatore, si è rivelato, nel corso della sua carriera, prima un grandissimo giocatore, forse tra i migliori della sua generazione e successivamente un valido e preparato dirigente federale. A lui si attribuisce una riforma abbastanza importante, che oggi porta il suo nome.
In cosa consiste questa riforma?
L’obiettivo di partenza della “Riforma Zola” era dare credibilità e rendere appetibile e competitiva la Serie C o Lega Pro, così da farne un bacino a cui le nazionali potessero attingere per la ricerca di talenti e prospetti di qualità. Per raggiungerlo, la riforma agisce su due punti fondamentali: il primo riguarda le strutture, da sistemare e rendere più funzionali allo scopo e al nuovo che avanza, formando anche allenatori e insegnanti fin dalla scuola calcio; il secondo riguarda invece i giovani, o meglio il riconoscimento economico a chi li valorizza, tanto da rendere obbligatoria la presenza in lista e il conseguente utilizzo di calciatori del vivaio, o comunque presenti in società da almeno due o tre anni. Di rilevanza è anche il tetto ai prestiti per le società.
L’ingresso di Zola nell’Olimpo del calcio nazionale, con deleghe e incarichi importanti in federazione, vuole dunque dare una scossa, portare entusiasmo e porre le basi ad una nuova prospettiva del nostro calcio: che sia un upgrade? Lo speriamo.
Di certo il presidente della FIGC Giovanni Malagò lo ha voluto e questa scelta non è casuale nemmeno per Mancini che è sempre stato attento alla valorizzazione dei giovani: grazie alla “Riforma Zola”, infatti, adesso il CT avrà un bacino per attingere talenti ancora più grande.