Offside! Al Mondiale c’era chi lo dava per finito. Lunedì sera ha segnato altri due gol. Una doppietta all’Austria, la vittoria dell’Argentina e un altro record abbattuto. Lionel Messi è salito a quota 18 reti ai Mondiali, diventando il miglior marcatore della storia della competizione, superando Miroslav Klose.
Detta così sembra una notizia come tante altre nella carriera di Messi. Un altro record, un’altra pagina di storia, un altro numero destinato a entrare nei libri. Eppure, in questo Mondiale, c’è qualcosa che colpisce più dei gol.
Dopo la partita contro l’Austria, a un giornalista che gli chiedeva quale fosse il più bello dei suoi 18 gol ai Mondiali, Messi ha risposto quasi con fatica. Non per mancanza di voglia, ma per stanchezza. “Non ne sono sicuro, onestamente non me lo ricordo. Sono stanco e ho poca forza per pensare. Non vedo l’ora di raggiungere i miei compagni di squadra” – la risposta del 10.
Parole semplici, pronunciate da un uomo che prima di allora riusciva a malapena a fermarsi davanti ai microfoni. Nessuna celebrazione particolare, nessuna frase destinata a diventare virale. Solo la voglia di tornare negli spogliatoi con i suoi compagni.
Una settimana fa, dopo la tripletta all’Algeria, Messi aveva mostrato un’altra faccia di sé. Le lacrime al termine della partita avevano sorpreso tutti. Poi la spiegazione: “La verità è che non c’entra niente con lo sport. Ho passato dei giorni difficili e complicati, ma sono grato a tutta la delegazione e a tutti i miei compagni di squadra perché sono sempre stati al mio fianco”. Anche in quel caso, nessuna narrazione eroica. Nessun superuomo. Solo una persona che attraversa momenti complicati come chiunque altro.
Forse è questa la sensazione che lascia oggi Lionel Messi, in questo Mondiale, alla soglia dei suoi 39 anni. Il talento è rimasto intatto. I numeri continuano ad essere fuori da ogni logica. Segna, decide le partite e riscrive record che sembravano irraggiungibili.
Eppure appare diverso. Più stanco, forse. Più sincero. Più umano.
Per anni abbiamo osservato Messi come qualcosa di distante, quasi impossibile da comprendere. Oggi, mentre continua a fare cose che nessun altro ha mai fatto, sembra paradossalmente più vicino. E forse è anche per questo che continuiamo a guardarlo con la stessa meraviglia di sempre.
Perché il miglior giocatore di tutti i tempi non sta soltanto vincendo contro gli avversari. Sta vincendo anche contro il tempo. E se volete un consiglio… GODETEVELO!