DAZN MyClubPass: il finto risparmio e la presa in giro del tifoso

Offside! Di nuovo, ancora loro…DAZN, perchè quando un abbonamento “dedicato” nasce per venire incontro ai tifosi, ci si aspetta un prezzo più leggero e una formula davvero conveniente, ma con il nuovo MyClubPass di DAZN, la sensazione che si diffonde tra gli appassionati è piuttosto l’opposto: più che un affare, sembra una mezza presa in giro.

Cos’è il MyClubPass?

Il MyClubPass è la formula che DAZN ha lanciato per chi vuole seguire esclusivamente la propria squadra del cuore in Serie A. Non tutte le partite, non l’intero campionato, non gli altri sport: solo i 38 incontri stagionali del club scelto.

Il prezzo? Due opzioni: 329 euro in un’unica soluzione (circa 27,42 euro al mese) oppure 29,99 euro al mese in 12 rate, sempre con vincolo annuale.

Il confronto con DAZN Full

Il problema nasce quando si mette il MyClubPass accanto al classico DAZN Full. L’abbonamento annuale completo costa 34,99 euro al mese e dà accesso a tutta la Serie A (10 partite per turno), Serie B, Liga, calcio internazionale e un’ampia offerta multisport.

Tradotto: con appena 5 euro in più al mese si passa dal seguire solo una squadra a poter guardare praticamente tutto.

Il paradosso del “risparmio”

Il punto è proprio questo: il MyClubPass, nato come alternativa “economica”, in realtà si avvicina pericolosamente al prezzo del piano completo, senza però offrire un reale vantaggio.

Se si sceglie la rata mensile da 29,99 euro, l’impressione è di pagare quasi la stessa cifra del Full, rinunciando però a nove partite su dieci a giornata e a tutti gli altri contenuti.

Vale la pena?

L’unico scenario in cui il MyClubPass può avere un senso è quello del pagamento anticipato, che porta la spesa mensile effettiva a 27,42 euro. Ma anche qui la differenza col piano Full è minima e difficilmente giustifica un abbonamento così limitato.

Il risultato è un piano che, più che attirare nuovi utenti, per i più attenti rischia di sembrare un’operazione di marketing mal riuscita, un finto sconto. O peggio! Potrebbe essere un modo (ancora) per prendere in giro l’utente, visto sempre più come un “pollo da spennare”.

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