Il più grande atleta italiano di sempre?

Offside! Jannik Sinner ha conquistato Wimbledon per la seconda volta consecutiva, dopo aver battuto Zverev in quattro set, in quasi quattro ore di partita. Per Jannik è il quinto Slam in carriera, decimo giocatore nell’Era Open a difendere il titolo ai Championships. Prima di lui ci erano riusciti solo Borg, McEnroe, Sampras, Federer e Djokovic.

Da ieri è partito il solito dibattito, questa volta anche scritto su molti giornali nazionali e non solo: “Sinner è il miglior atleta italiano di sempre”.

No. O meglio: è sicuramente tra i più forti, ma fare una classifica è pressoché impossibile, anche perchè molto dipende da cosa intendiamo con “miglior atleta italiano di sempre”…

Sinner è, con ogni probabilità, il tennista italiano più forte e vincente della storia. Su questo non ci piove: il livello raggiunto, la continuità e i suoi numeri parlano da soli. Ma dire che sia l’atleta italiano più forte di sempre è un’affermazione enorme e soprattutto è un’affermazione che non si può dimostrare, perché manca il metro di paragone.

Come si misura un tennista contro uno sciatore? Un nuotatore contro un motociclista? Un calciatore contro un pattinatore? Sono sport diversi, con avversari diversi, con margini di errore diversi, con carriere costruite su discipline che non hanno nulla in comune. Non esiste un’unità di misura che permetta di mettere in fila Sinner, Valentino Rossi, Federica Pellegrini, Alberto Tomba, Sofia Goggia, Paolo Maldini, Gianluigi Buffon, Jury Chechi, Pietro Mennea, Edoardo Mangiarotti e Arianna Fontana e dire chi viene prima.

Se chiudiamo gli occhi e ripensiamo alla storia dello sport italiano, la lista è lunghissima e non ha bisogno di gerarchie per essere impressionante.

Valentino Rossi ha ridefinito cosa significa essere un campione globale in uno sport dove il rischio fisico è quotidiano. “La Divina” Federica Pellegrini ha dominato il nuoto mondiale per un decennio in una disciplina dove l’Italia non aveva tradizione. Alberto Tomba ha vinto ori olimpici in due Giochi diversi in una disciplina, lo sci alpino, dove gli italiani raramente arrivano ai vertici assoluti. E poi ci sono gli ori olimpici individuali e di squadra, i campioni del mondo in sport di squadra, le leggende del calcio o di discipline meno seguite ma altrettanto difficili.

Fare classifiche assolute tra mondi così distanti è un esercizio retorico, non un’analisi. Ogni epoca ha i suoi protagonisti, ogni disciplina ha le sue difficoltà specifiche, ogni campione ha scritto una pagina che vale per quello che è, non per come si posiziona in una gerarchia immaginaria.

Il problema, in fondo, è che il dibattito nasce sempre nello stesso modo: un’impresa enorme genera il bisogno collettivo di trovarle una collocazione definitiva, come se la grandezza avesse senso solo se messa in classifica. Ma “il più forte di sempre” è più una provocazione buona per il dibattito che una verità dimostrabile. È linguaggio da titolo di giornale, non da analisi.

Quindi facciamo una cosa semplice: godiamoci Jannik Sinner. Godiamoci questo momento, questa continuità, questo modo di stare al vertice senza sembrare mai sazio. Perché avere un campione così, oggi, è un privilegio. E non ha bisogno di essere il “migliore di sempre” per esserlo.

Gentlemen’s Singles Trophy is engraved with the winners name after Jannik Sinner (ITA) defeated Alexander Zverev (GER) in the final match of the Gentlemen’s Singles on Centre Court at The Championships 2026. Held at The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 14 Sunday 12/07/2026. Credit: AELTC/David Cliff.

 

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