Offside! Dopo 22 lunghissimi anni di attesa, l’Arsenal è tornato campione d’Inghilterra, alzando al cielo di Londra la 14ª Premier League della sua storia.
Detto così potrebbe sembrare la classica storia di un ritorno al top di una nobile decaduta. L’Arsenal, in realtà, il suo posto tra le grandi d’Inghilterra non lo ha mai perso.
Ad onor del vero, l’Arsenal è sempre stata tra le big 5 inglesi, ma non era mai riuscita ad imporsi concretamente, specialmente negli ultimi anni. In questa stagione però, nonostante il livello veramente alto di calcio in Premier, i Gunners sono riusciti nell’impresa di sbaragliare la concorrenza, resistere alla pressione e riportare il trofeo più ambito dalle parti di Highbury. Proprio lì, dove sorgeva l’iconico stadio che aveva fatto da cornice agli “Invincibili” di Arsène Wenger.
Ma perché la vittoria dell’Arsenal ha un sapore così particolare ed è considerata da molti così “romantica”? Uno dei motivi principali è che questo titolo è figlio dell’attesa, che ha reso questo successo unico e incredibilmente bello.
Questa Premier conquistata dai ragazzi di Mikel Arteta è la rivincita di Paul Ashworth, il professore interpretato da Colin Firth nel film capolavoro del 1997, Febbre a 90°: “è la vittoria di North London“.

E se a questa vittoria si fosse aggiunta la retrocessione degli acerrimi rivali del Tottenham Hotspur? Sarebbe stata forse una doppia soddisfazione, ma forse, in fin dei conti, meno importante.
La vera ciliegina sulla torta sarebbe la vittoria in finale di Champions League contro il PSG. Quello sì che sarebbe un giusto suggello di una stagione da incorniciare…
Tuttavia dopo anni di attesa, forse davvero la vittoria della Premier League è il traguardo più romantico. L’attesa è stata molta e, come diceva il filosofo tedesco Gotthold Ephraim Lessing: “l’attesa del piacere è essa stessa il piacere”.
E a Nord di Londra, sponda Gunners, questa attesa è durata abbastanza da rendere il trionfo ancora più dolce.