Offside! Quando si pensa a Wimbledon, il torneo più antico e prestigioso del tennis, l’immagine è sempre la stessa: campi perfetti in erba, eleganza assoluta, e soprattutto giocatori rigorosamente vestiti di bianco. Ma perché proprio questo colore? E perché Wimbledon continua ad essere così rigido quando il resto del tennis mondiale ha da tempo aperto le porte a divise coloratissime?
Il bianco: il colore dello sport (nell’epoca vittoriana)
Tutto nasce da una questione storica e culturale. Alla fine dell’Ottocento, quando Wimbledon vide la luce, il bianco era considerato il colore dello sport per eccellenza. Non solo per un fatto estetico, ma soprattutto perché aveva una funzione pratica: il bianco non metteva in evidenza il sudore. Nell’epoca vittoriana, mostrare macchie sugli abiti durante l’attività fisica era ritenuto sconveniente, soprattutto in uno sport elegante e aristocratico come il tennis.
Mentre il resto del mondo si è modernizzato, Wimbledon ha scelto di mantenere quella tradizione come simbolo di stile e identità. Il dress code è diventato una bandiera: essere in bianco, a Wimbledon, significa rispettare la storia e il prestigio del torneo.
Un regolamento rigidissimo (al limite del maniacale)
Ma non si tratta solo di indossare qualcosa di chiaro: Wimbledon è intransigente. Le regole dicono che l’abbigliamento deve essere “quasi completamente bianco” e persino i dettagli colorati devono essere inferiori a un centimetro. Questo vale per magliette, pantaloncini, scarpe, cappellini e persino biancheria intima.
Negli anni, ci sono stati episodi incredibili: Roger Federer fu costretto a cambiare le scarpe nel 2013 perché avevano la suola arancione; Venus Williams dovette cambiare reggiseno durante un match perché un dettaglio non era bianco; Novak Djokovic ricevette un richiamo per dei calzini con loghi troppo visibili. Nel 1995, invece, la tennista Anne White si presentò in campo con una tuta aderente tutta bianca: era regolamentare, ma tanto fuori dallo stile sobrio del torneo da spingere gli organizzatori a chiederle di cambiare outfit il giorno dopo.
Wimbledon, un torneo che non cede alle mode
In un tennis che oggi è sempre più spettacolare, colorato e commerciale, Wimbledon continua a difendere la propria unicità. Vestirsi di bianco, per gli organizzatori, è una questione di rispetto, di eleganza e di continuità con il passato.
Può sembrare un dettaglio, ma è proprio questo tipo di cura, quasi maniacale, che fa di Wimbledon un torneo diverso da tutti gli altri. Quando si entra sull’erba dell’All England Club, bisogna accettare le sue regole. E il bianco, lì, non è solo un colore: è la tradizione stessa.