Clamoroso! La finale della Coppa d’Africa viene riscritta: vittoria a tavolino per il Marocco

Offside! La Coppa d’Africa 2025 cambia padrone oltre due mesi dopo la finale: il Marocco è stato dichiarato vincitore a tavolino, con il Senegal sconfitto 3-0. Un ribaltone clamoroso deciso dal Comitato d’Appello della CAF, che ha riscritto l’esito di una partita già conclusa sul campo.

Una finale caotica, un trofeo assegnato, e poi — dopo oltre due mesi — un clamoroso ribaltone che ha consegnato il titolo al Marocco senza che i suoi giocatori dovessero rimettere piede in campo.

Quella notte a Rabat

Nella finale della Coppa d’Africa 2025 — disputata a Rabat, in casa del Marocco — dopo 90 minuti tirati, sul risultato di 0-0, un gol del Senegal viene annullato per un fallo su Hakimi, poi al 98° l’arbitro concede un rigore ai padroni di casa, accolto da furiose proteste. La squadra senegalese abbandona il campo in blocco. Il gioco si ferma per oltre 10 minuti.

È Sadio Mané a riportare i compagni sul rettangolo verde. Dal dischetto Brahim Díaz sceglie il cucchiaio, ma Mendy blocca senza difficoltà. Ai supplementari Pape Gueye segna il gol decisivo e il Senegal è campione d’Africa per la prima volta nella sua storia.

Una finale surreale, in cui il Marocco aveva messo in campo ogni mezzo possibile per vincere — dai raccattapalle impiegati a sottrarre l’asciugamano al portiere avversario, alla rissa sugli spalti tra le tifoserie. Quella sera, il Senegal aveva risposto a tutto e aveva vinto, ma la storia, a quanto pare, non era ancora finita.

Il giorno successivo alla finale, la Federazione calcistica marocchina (FRMF) presenta ricorso, contestando il comportamento del Senegal sul piano regolamentare. La questione approda anche alla FIFA; la prima commissione disciplinare della CAF respinge il ricorso; il Marocco si rivolge allora al Comitato d’Appello. Per settimane la vicenda resta sospesa, seguita con crescente apprensione soprattutto in Senegal, dove il trofeo era stato celebrato come una conquista storica.

17 marzo 2026: il verdetto che cambia la storia

Ieri sera, a oltre due mesi dalla finale, è arrivata la sentenza. Il Comitato d’Appello della CAF accoglie il ricorso marocchino e ribalta completamente l’esito della partita. Il comunicato ufficiale è netto: “La Nazionale del Senegal è dichiarata sconfitta a tavolino nella finale della Coppa d’Africa 2025, con il risultato registrato come 3-0 a favore della Federazione del Marocco.”

La base regolamentare su cui si fonda la decisione è duplice. L’articolo 82 stabilisce che “una squadra che abbandona il campo prima della fine regolare della partita, senza l’autorizzazione dell’arbitro, è automaticamente considerata perdente ed eliminata dalla competizione”. L’articolo 84 specifica che in quel caso “la partita viene persa per 3-0”. La CAF ha quindi ritenuto che il rientro in campo del Senegal, per quanto avvenuto prima del fischio finale, non annullasse la violazione già commessa.

Un precedente senza precedenti

Quello che colpisce di questa vicenda non è solo il risultato finale, ma la sua rarità assoluta. Nella storia del calcio è difficile trovare un caso in cui la finale di un torneo continentale sia stata ribaltata a tavolino a distanza di mesi dall’evento. Il fatto che il Senegal avesse vinto sul campo — non per vie traverse, ma con un gol nei supplementari — rende la decisione ancora più dirompente sul piano della percezione collettiva.

Non a caso, la questione divide gli addetti ai lavori. Da un lato c’è chi sostiene che la CAF abbia semplicemente applicato il regolamento così come scritto, senza margini interpretativi. Dall’altro c’è chi ritiene che una punizione così severa — la perdita del titolo — sia sproporzionata rispetto ad un abbandono temporaneo del campo, per giunta seguito dal rientro e dalla regolare conclusione della partita.

Va inoltre notato che la stessa CAF, nei minuti concitati della finale, non aveva espulso il Senegal né dichiarato la partita conclusa: il match era proseguito, erano stati giocati i supplementari, era stato assegnato un vincitore. Applicare retroattivamente gli articoli 82 e 84 solleva interrogativi legittimi sulla coerenza procedurale…

E adesso? Il TAS come ultima spiaggia

La storia potrebbe non essere ancora finita. Secondo quanto emerso nelle ore successive alla sentenza, il Senegal starebbe valutando un ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna, l’unico organismo in grado di ribaltare nuovamente la decisione della CAF. I tempi sono stretti: dieci giorni per presentare l’appello.

Se il TAS decidesse di intervenire, si aprirebbe un ulteriore capitolo di una vicenda già straordinariamente complessa. Se invece la sentenza della CAF dovesse essere confermata, il Marocco entrerebbe ufficialmente nella storia come campione d’Africa 2025 — conquistando un titolo due mesi dopo la finale, non con un gol, ma con una sentenza.

Dopo l’indegno spettacolo della finale di gennaio, il calcio africano esce da questa vicenda ancora con una ferita aperta. Non tanto per chi ha vinto o perso, ma per il modo in cui si è arrivati a stabilirlo: lontano dal campo, lontano dai tifosi, in un’aula che ha deciso più di novanta minuti di gioco.

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