C’è un Milan con Adrien Rabiot e uno senza di lui. Il francese è il vero motore dei rossoneri

Offside! C’è un Milan con Adrien Rabiot e un Milan senza di lui. E quello con il centrocampista francese funziona decisamente meglio dell’altro.

Nel panorama della Serie A 2025-2026, il Milan si presenta con due volti nettamente distinti: quello con Adrien Rabiot in campo, un’arma affilata che punta dritto allo scudetto, e quello senza il francese, più incerto e vulnerabile, come se mancasse un tassello essenziale nel motore rossonero. I suoi numeri parlano chiaro, ma è la differenza nel gioco, nel ritmo e nell’equilibrio a rendere questa dicotomia così affascinante.

Il ritmo da campioni con Rabiot

Quando Adrien Rabiot scende in campo, il Milan sembra trasformarsi. In 21 partite di campionato, i rossoneri hanno collezionato 15 vittorie, sfrecciando a una media di 2,38 punti per incontro. È un passo che, proiettato sulle 38 giornate, supererebbe i 90 punti: il marchio di una squadra da titolo.

Rabiot non è solo un mediano muscolare; è l’equilibratore che legge il gioco, recupera palloni con tempismo chirurgico e lancia i compagni con passaggi precisi, permettendo al Milan di controllare le transizioni e soffocare le contropiedi avversarie. Senza il suo dinamismo, il centrocampo rossonero perde mordente, ma con lui in mezzo – e in coppia con Luka Modric – diventa una fortezza impenetrabile che sostiene l’attacco con fluidità.

La fragilità emersa nelle assenze

Al contrario, ad oggi, nelle 9 partite senza Rabiot – tra l’inizio di stagione prima del suo arrivo contro Cremonese e Lecce, infortuni come quelli contro Fiorentina all’andata, Pisa, Atalanta, Roma e Parma o squalifiche con Como e Lazio – il Milan ha racimolato solo 3 successi e 13 punti totali, scendendo a una media di 1,44 punti a partita. Qui emerge un altro Milan: meno compatto, con buchi in mezzo al campo che gli avversari sfruttano senza pietà. Le sconfitte o i pareggi arrivati non sono casuali; senza il francese, la squadra di Massimiliano Allegri fatica a costruire dal basso, subisce di più in difesa e perde quel ritmo alto che la rende letale. È come se Rabiot fosse il perno che tiene insieme i reparti e come se la sua assenza lasci il Milan esposto a un calo di intensità palpabile.

Questa dualità non è solo statistica: riflette l’importanza di un leader come Rabiot, arrivato da Marsiglia con l’esperienza per elevare il livello del gruppo. Per il Milan, inseguire lo scudetto significa fare affidamento anche su di lui, perché senza quel “Milan con Rabiot”, il cammino verso la vetta diventa improvvisamente più tortuoso.

La stagione è ancora aperta, ma questi numeri sono un monito: per questo Milan Rabiot non è sostituibile, è indispensabile.

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