Offside! Per chi è cresciuto tra i Diavoli, il torneo nella gabbia di Scorpion KO, Joga Bonito e le partite impossibili dei campetti, gli ultimi spot lanciati dai due colossi dello sport – Adidas e Nike – hanno il sapore di un ritorno al passato. In vista dei Mondiali 2026, i due brand sono tornati a raccontare il calcio come facevano una volta: non vendendo semplicemente una maglia o uno scarpino, ma costruendo mondi.
Adidas e Nike hanno acceso la macchina comunicativa verso i Mondiali 2026 con due film di forte impatto: Backyard Legends per il brand a tre strisce e Rip the Script per il marchio dello Swoosh. Entrambe le campagne puntano su star del calcio e cameo pop, ma scelgono strade narrative diverse: Adidas insiste su nostalgia, strada e libertà; Nike su istinto, caos creativo e spettacolarità.
Backyard Legends è un corto di circa cinque minuti che celebra il calcio libero dei campetti, con un immaginario legato alla leggenda di quartiere e allo slogan “You Got This”. La campagna riunisce campioni di ieri e di oggi, da Messi a Zidane, da Beckham a Del Piero, poi Lamine Yamal e Jude Bellingham, ma anche Bad Bunny e Timothée Chalamet tra i volti più riconoscibili.
Il risultato è un racconto emotivo e cinematografico, costruito per dare al calcio un’aura quasi mitologica.
Con Rip the Script, Nike sceglie invece un film di circa sei minuti che ribalta l’idea del “copione” e celebra le giocate istintive e imprevedibili. Il cast è ancora più ampio e trasversale, con Cristiano Ronaldo, Mbappé, Haaland, Vinícius Jr e Van Dijk. accanto a LeBron James, Kim Kardashian, Travis Scott e Ted Lasso. Qui il calcio diventa un universo aperto, aggressivo e contaminato dalla cultura pop, con un tono più rumoroso e meno nostalgico. Insomma…una bomba!
Onestamente sono entrambi davvero tanta tanta roba! Adidas guarda al calcio dei campetti e della strada, dove il talento si forma lontano dai riflettori e diventa memoria. Nike costruisce invece un racconto più aperto, dove il calcio si intreccia con musica, cinema e cultura pop. Due modi diversi di usare lo stesso linguaggio: uno più legato all’identità del gioco, l’altro alla sua capacità di contaminare tutto il resto.
Ai Mondiali 2026 la partita tra Adidas e Nike non si gioca dunque soltanto sul campo, ma anche nel racconto: una (Adidas) sceglie la nostalgia del cortile, l’altra (Nike) la ribellione del presente.
Negli ultimi anni gli spot calcistici sono sembrati semplici campagne pubblicitarie ed avevano perso quella magia dei primi anni 2000. Oggi, con Backyard Legends e Rip the Script, i due marchi tornano a fare quello che riusciva loro meglio: far sognare. Perché, in fondo, il calcio non vive soltanto nei novanta minuti di una partita, ma anche nelle storie che riesce a raccontare.